Terza dose dopo 6 mesi? La strategia di Big Pharma

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I contagi della variante Delta crescono in modo vertiginoso e Pfizer ha provato a dare una soluzione al problema: la somministrazione di una terza dose di vaccino dopo 6 mesi dalla seconda. È una sorta di “richiamo del richiamo” che assicurerà una protezione cinque volte maggiore nei giovani e undici negli anziani rispetto alle due dosi iniziali contro la variante Delta.

Pfizer ha inviato a tal proposito un documento sui risultati del secondo trimestre del 2021 depositato il giorno 28 luglio alla Sec (la Consob statunitense).

I dati iniziali sulla sicurezza e sull’immunogenicità dello studio dimostrano che una dose di richiamo somministrata almeno 6 mesi dopo la seconda dose ha un profilo di tollerabilità coerente, mentre produce livelli di anticorpi neutralizzanti contro il virus originario e la variante Beta che sono da 5 a 10 volte superiori rispetto alle due dosi primarie. Una terza dose produce livelli di anticorpi neutralizzanti contro la variante Delta che sono più di 5 volte superiori nei giovani e 11 negli anziani rispetto a quanto accade con due dosi.

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