Teschio ritrovato a Belcolle: nominati un pool di odontoiatri forensi

La Polizia Scientifica della Questura di Viterbo ha nominato il professor Nuzzolese, responsabile del laboratorio di identificazione personale della sezione di medicina legale dell’Università di Torino

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Il teschio ritrovato nei pressi di Belcolle il 17 luglio durante i lavori di sfalcio dell’erba, in una zona adiacente alla pista di decollo e atterraggio dell’elisoccorso ”Pegaso”, sarà sottoposto anche ad accertamenti e rilievi odontologico-forensi con il fine di pervenire ad un profilo biologico e alla eventuale attribuzione personale.

La Polizia Scientifica della Questura di Viterbo ha nominato il professor Nuzzolese, responsabile del laboratorio di identificazione personale della sezione di medicina legale dell’Università di Torino, quale ausiliario di polizia giudiziaria per una più ampia raccolta di informazioni individualizzanti da svolgersi sul cranio conservato presso l’Ospedale di Viterbo.

Emilio Nuzzolese è un odontoiatra forense, già noto per i numerosi coinvolgimenti internazionali nell’ambito della identificazione di resti umani, tra i quali la partecipazione alle operazioni di identificazione delle vittime del disastro aereo ET302 in Etiopia nel 2019. Da oltre dodici anni svolge accertamenti pro bono di odontologia forense umanitaria attraverso diverse associazioni di volontariato, proprio per fare luce sulla identità dei “corpi senza nome”, nel rispetto dei diritti umani dei defunti e della sofferenza delle famiglie delle persone scomparse. Tra l’altro Nuzzolese è noto anche per essersi occupato del delitto di Via Poma.

Il pool di odontoiatri (nella foto) – guidato dal professor Nuzzolese e composto da Katia Pallaver e Stefano De Simone, entrambi perfezionandi in odontoiatria forense dell’Università di Torino – eseguirà sul cranio la cosiddetta autopsia orale. Il professor Nuzzolese non si è espresso sul caso poiché le indagini in corso, limitandosi tuttavia ad evidenziare che …l’accertamento autoptico odontoiatrico rappresenta uno dei metodi primari che non dovrebbe mai essere escluso negli accertamenti finalizzati all’identificazione umana forense di resti umani. Esso consiste nella raccolta di informazioni morfologiche e di antropologia dentale su mascelle e denti, associato a rilievi radiografici e fotogrammetrici, che portano all’individuazione di un profilo biologico generico che, nelle fasi successive, può confermare l’identità. Dopo i nostri rilievi saremo in grado, già nei prossimi giorni, di pervenire ad un profilo preliminare che sarà trasmesso alla squadra mobile per essere confrontato con i profili delle persone scomparse per restringere il campo di indagine.

Le indagini in corso non escludono la raccolta del DNA e il coinvolgimento dell’Associazione Penelope Lazio

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