Plauso di Luisa Ciambella all'iniziativa: "Sulle farmacie comunali hanno reso insormontabile il raggiungimento di questo servizio"

“Test rapidi alla Farmacia del Pilastro, un contributo alla serenità dei viterbesi in vista delle feste”

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Gazebo per i test rapidi e sierologici montato fuori dalla farmacia

Attivato il servizio per effettuare tamponi rapidi e test sierologici presso la Farmacia del Pilastro, a partire da ieri, 3 dicembre.

Dopo la notizia che nessuna farmacia del capoluogo figurasse nella lista delle strutture idonee stilata dalla Regione Lazio, la questione era stata portata sui banchi del Consiglio comunale da Luisa Ciambella (Pd), che aveva chiesto numi all’amministrazione circa la possibilità di estendere il servizio in una delle due farmacie comunali di Viterbo.

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L’assessore al Bilancio Enrico Maria Contardo

In quella sede il vicesindaco Enrico Maria Contardo aveva esposto alcune problematiche a conferma dell’impossibilità di svolgere test per verificare la positività al Covid-19 dei cittadini nelle due strutture di Santa Barbara e La Quercia, quali la mancanza di personale addetto – “non è previsto che i tamponi li possano fare i farmacisti, dovremmo andare ad assumere degli infermieri per fare questo lavoro”, aveva spiegato Contardo – e l’assenza di spazi idonei per separare l’ambiente dove svolgere i test da quello per l’acquisto dei farmaci, così da garantire la piena sicurezza di tutti.

Dopo la conferma che sarà la Farmacia del Pilastro la prima a svolgere il servizio nel capoluogo, la consigliera Ciambella ha sentito di esprimere i propri ringraziamenti ai proprietari, “perché essere farmacisti oggi implica anche andare oltre la propria professione e mettersi a disposizione della collettività – ha dichiarato – anche e soprattutto per dare tranquillità ai cittadini. Era quello che speravo si potesse fare nella nostra farmacia comunale perché tutto quello che il vicesindaco Contardo ha già detto, tutte le problematiche che sono state poste davanti alla risoluzione di un problema, potevano, con la buona volontà, essere superati”.

Riguardo al tema dell’assunzione di personale sanitario per effettuare i test e alla mancanza di spazi idonei nelle farmacie comunali, la Ciambella ha commentato che “è vero che serve l’ausilio di un infermiere, ma è anche vero che Francigena è una società partecipata, ma opera come se fosse una società e di conseguenza si potevano trovare delle forme di reclutamento del personale e soprattutto – prosegue – poteva essere un servizio che certamente non avrebbe avuto luogo all’interno della farmacia, anche a tutela delle persone che vogliono acquistare i farmaci in sicurezza. Sarebbe bastato porre il gazebo all’esterno, come ha fatto la Farmacia del Pilastro, e magari decidere di eseguire i tamponi nell’orario di chiusura della stessa, per evitare ogni tipo di commistione e soprattutto farlo, come già avviene nelle farmacie che si sono rese disponibili, su prenotazione e quindi evitando la calca e i sovraffollamenti e ogni tipo di problematica, ma garantendo un servizio e contribuendo alla serenità di tutti”.

A maggior ragione adesso che, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, le farmacie che offrono tale servizio sono letteralmente “prese d’assalto” da tutti coloro che intendono effettuare lo screening per evitare contagi all’interno del proprio nucleo famigliare. Una vera “corsa al tampone” in cui le farmacie svolgono un ruolo fondamentale di supporto alle Asl locali.

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La consigliera del PD Luisa Ciambella

“Poteva essere un modo per rassicurare ancora di più la popolazione, anche in vista del Natale – aggiunge la Ciambella in riferimento alla mancata attivazione del servizio presso le strutture comunali – però mi rendo conto che c’è un problema nell’atteggiamento dell’amministrazione, e lo abbiamo visto con la volontà di togliere i soldi sui tamponi per le scuole e per le quarantene scolastiche e con l’affermare che ‘basta quello che fa la Asl’. In realtà purtroppo questo non da solo non è sufficiente – continua – e l’atteggiamento delle istituzioni deve essere quello di supportare la farmacia comunale, peraltro, come dice Contardo, oggi in lieve perdita, ma un servizio sociale come questo non viene svolto. Anche se non si riuscisse a coprire del tutto i costi, servirebbe fare a pieno il proprio dovere, in un momento, ricordiamo, di pandemia per la città”.

“Ribadisco quindi il mio ringraziamento – dichiara la Ciambella – perché un privato si è reso disponibile e potrà contribuire ed essere un punto di riferimento per la serenità di tanti viterbesi. Rilevo che questa possibilità nella provincia di Viterbo è giunta prima, probabilmente solo per ragioni organizzative, però è pur vero che il capoluogo arriva e lo fa grazie alla Farmacia del Pilastro, anche se dopo qualche tempo. Speriamo che questo servirà ad alleggerire la pressione di molte famiglie soprattutto con l’avvicinarsi del Natale”, spiega.

Rispetto all’atteggiamento dell’amministrazione, la consigliera commenta che “il raggiungimento di questo servizio è stato reso insormontabile, perché hanno messo davanti una serie di problemi, ma in realtà l’amministrazione comunale è quella che dovrebbe fare la differenza, soprattutto in questo periodo, e impegnarsi nel trovare soluzioni. E’ vero che serve personale per svolgere i test, ma non è necessario assumerlo a tempo indeterminato, ci si può servire anche di operatori privati a prestazione procedendo con la prenotazione – conclude la Ciambella – si trattava di avere la sensibilità e l’intelligenza di dare una risposta al momento giusto e al posto giusto, ma si sa che l’amministrazione quando pure pungolata prova a dare una risposta, poi se ne pente e torna indietro e vanifica la misura, come avvenuto con i tamponi nelle scuole”.

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