Oggi al processo-Salvini l'ex ministro dei Trasporti grillino, incalzato dall'avvocato Bongiorno, sostiene di non ricordarsi di aver firmato il divieto di ingresso alla Open Arms. Peccato che i video lo sbugiardino malamente

Toninelli non ricorda niente, noi sì: ecco quando diceva che l’ultima parola sui porti chiusi era anche la sua

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Oggi nell’aula bunker del carcere di Catania, dove si è svolta la seconda udienza per il processo al leader leghista Matteo Salvini, è stato ascoltato dal Gup Nunzio Sarpietro anche l’ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.

L’avvocato di Salvini, ovvero la parlamentare Giulia Bongiorno, ha incalzato il grillino, chiedendogli  se “ricordasse di avere firmato questo divieto di ingresso di transito e sosta che poi viene annullato dal Tar. C’è anche la sua firma su su questo episodio, la può riconoscere la sua firma?”. A domanda precisa, risposta precisa. Peccato che la risposta di Toninelli sia tutt’altro che precisa: “Non ricordo, è passato tanto tempo”.

A quel punto, ascoltata la non-risposta di Toninelli, la Bongiorno ha replicato, ricordando all’ex ministro un suo post pubblicato su Facebook. Parlando, più in generale, della linea del primo Governo Conte, Toninelli ha dichiarato che l’obiettivo “Era quello di fare interessare gli altri Stati europei al collocamento dei migranti. Ma ogni sbarco era un caso a parte”.

Insomma, Toninelli è stato colpito da una sorta di amnesia e si è dimenticato di aver firmato il divieto di ingresso alla Open Arms, o almeno così sembrerebbe. Peccato che, al contrario dell’ex ministro grillino, noi ricordiamo tutto. Ecco, nel video di seguito, un Danilo Toninelli in grande forma che si pavoneggia mentre afferma convinto che l’ultima parola, in ambito di porti chiusi, spettava anche a lui e al premier Giuseppe Conte.

 

Per fortuna nel ventunesimo secolo tutto ciò che finisce in rete difficilmente sparisce. “Io gestisco la parte della sicurezza, la parte dalla navigazione fino all’attracco della nave”, dichiarava spavaldo Toninelli, che poi si fregia anche del merito di aver agito insieme all’imputato Salvini: “Fino ad oggi non Salvini, ma Salvini insieme al sottoscritto ed al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, abbiamo diminuito il numero degli sbarchi. Significa che stiamo facendo un grande lavoro”.

E sentite cosa diceva il buon Toninelli sulla linea del governo gialloverde per quanto riguarda l’immigrazione: “Stiamo facendo un grande lavoro di squadra, l’Italia torna ad andare avanti a testa alta su un problema epocale come quello dell’immigrazione, dove con i governi di centrosinistra era stata abbandonata”.

Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

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