Torna la notte nervoso e picchia la moglie, uomo condannato

Un anno e 4 mesi per un 40enne: lesioni personali e maltrattamenti i capi d’accusa. Il difensore ricorrerà in appello.

447
violenza stupro donne

Un anno, 4 mesi e 10 giorni di reclusione per maltrattamenti e lesioni personali. Nonché 6mila euro da pagare alla persona offesa che si è costituita parte civile. È questa la condanna comminata a un 40enne per aver trattato male la compagna. Una coppia con dei problemi evidenti, in quanto in aula gli avvocati e la pubblica accusa parlano di vari procedimenti, relativi a fatti che vanno dal 2011 al 2013.

Ma il fatto specifico (quello oggetto dell’udienza di ieri mattina) è del 16 settembre 2013, quando l’uomo rientra a casa la notte molto arrabbiato, nervoso. Ne nasce un diverbio da cui la donna ne esce male. Viene picchiata e finisce all’ospedale. Le violenze furono provate da certificati medici, spiega l’accusa. Per questo, il pubblico ministero ha chiesto al giudice la pena di 1 anno e due mesi, ma solo per il capo di imputazione relativo ai maltrattamenti. Per le lesioni personali, invece, il pm chiede la non procedibilità per la remissione della querela da parte della persona offesa.

La quale era difesa dall’avvocato Domenico Gorziglia, che ha accettato quanto richiesto dal pm in merito ai maltrattamenti, ma ha domandato al giudice Elisabetta Massini il pugno duro anche in merito alle lesioni contro la donna.

Di tutt’altro avviso il difensore dell’imputato (sia lui che la persona offesa non erano presenti in aula). L’avvocato Riccardo Catini, nella sua arringa, ha puntato sulla remissione di querela e sulla “confusione” nelle dichiarazioni della donna. Per il legale, la signora si sarebbe contraddetta più volte: “Nella querela (del 17 settembre 2013) dice che l’imputato la cacciava di casa, mentre come teste dice il contrario”. Una confusione tale “per cui non si capisce di quale fatto si discuta oggi”. Da qui, l’avvocato Catini ha chiesto l’assoluzione sia per i maltrattamenti che per le lesioni. Dopo oltre mezzora di camera di consiglio, il giudice ha condannato l’uomo a poco più di 16 mesi di carcere. Ma l’avvocato Catini non ci sta, e dice di voler ricorrere in appello: “Ci sono più processi pendenti. L’udienza di oggi (ieri, ndr) dovrebbe riguardare solo ciò che è successo un giorno, il 16 settembre 2013, ma in mezzo ci hanno messo anche tutti i fatti oggetto di altri processi”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui