Torricella ricorda le donne vittime della Shoah

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Nella data in cui nel mondo si celebra la “Giornata internazionale della donna”, l’amministrazione comunale di Torricella ha deciso di commemorare la tragedia di milioni di donne ebree vittime dei nazisti.

“Abbiamo desiderato dare a questa manifestazione – spiegano gli organizzatori – il nome ‘L’Eco della Memoria’ e la scelta del nome non è casuale. Incontrarci e confrontarci ci dà la speranza che l’eco delle parole preziose delle vittime di quel momento buio della storia dell’umanità, sia di monito e insegnamento per l’oggi e il domani”.

All’interno della palestra comunale gli studenti provenienti dalle scuole superiori e medie della provincia hanno avuto la possibilità di ascoltare la testimonianza di Sami Modiano, deportato ad Auschwitz-Birkenau assieme all’intera comunità ebraica di Rodi.

L’isola nell’Egeo, assegnata all’Italia a conclusione della guerra contro la Turchia del 1912, dopo l’armistizio del settembre del 1943 venne occupata dai tedeschi. Il 23 luglio 1944, i 1815 ebrei residenti sull’isola e in quella di Kos vennero caricati nella stiva di un vecchio mercantile che raggiunse il porto del Pireo. Il 3 agosto 1944 dal carcere di Haydari ad Atene furono fatti salire sui vagoni piombati dei treni con destinazione Auschwitz, dove giunsero il 16 agosto.

Il viaggio più lungo nella storia della Shoah per andare a morire in un campo di sterminio.

Con Sami vennero immatricolati anche sua sorella Lucia e il padre Giacobbe. Entrambi non fecero ritorno.

Emigrato nel Congo Belga alla fine del conflitto, durante la guerra civile che seguì alla dichiarazione di indipendenza del 1960 subì persecuzioni da parte del governo di Mobutu e decise di trasferirsi in Italia.

All’interno di Auschwitz-Birkenau Sami conobbe un ragazzo romano più grande di lui di 2 anni, Piero Terracina. Immatricolato con il numero A-5506 tatuato sul braccio, venne arrestato a 16 anni con tutta la sua famiglia il 7 aprile 1944 e detenuto nel carcere di Regina Coeli prima e nel campo di transito di Fossoli poi. Il 17 maggio 1944 fu deportato nel campo di sterminio nell’Alta Slesia, nel quale persero la vita tutti gli otto membri della sua famiglia.

Avrebbe dovuto partecipare all’incontro odierno anche lui, ma problemi di salute non gliel’hanno permesso.

Sia Modiano che Terracina, la cui amicizia dura da 75 anni, sono molto attivi nel trasmettere alle nuove generazioni la memoria delle loro sofferenze e dei loro correligionari.

Grande la commozione dei ragazzi intervenuti, molti dei quali al termine dei lavori hanno voluto soffermarsi con Sami Modiano ed abbracciarlo. Forte il suo richiamo all’importanza dello studio nel raccontare di quel lontano giorno del 1938 nel quale le leggi razziali gli imposero di lasciare la scuola.

Il Comune di Torricella, che assieme al Circolo Turris Celiae, dal 2012 organizza questa giornata di studi dedicata alla Shoah, ha presentato nel 2017 il progetto “Torricella in Sabina paese dei Giusti italiani”, annunciando la realizzazione della collina, del museo e del cammino dedicato agli italiani che salvarono la vita di ebrei senza nulla chiedere in cambio e rischiando in prima persona

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