Tra Fusco e Trancassini pace fatta, domani Consiglio decisivo per seppellire la crisi

Siamo finalmente alla tappa finale di un lungo e accidentato percorso, iniziato a Viterbo e rimbalzato nella capitale, tra il senatore Umberto Fusco e il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini.

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Consiglio comunale Viterbo
Siamo finalmente alla tappa finale di un lungo e accidentato percorso, iniziato a Viterbo e rimbalzato – per la rilevanza nazionale del caso – nella capitale, dove stamattina si sono nuovamente incontrati il senatore Umberto Fusco, leader locale della Lega, e il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini. Un confronto tra i due c’era già stato nella giornata di ieri, ma si era concluso con un nulla di fatto. Oggi (la notte ha evidentemente portato consiglio) il clima si è rasserenato e sembra proprio che le due parti in contesa abbiano concordato nel voler seppellire l’ascia di guerra. Un centro-destra che pare rinascere dalle sue ceneri, più determinato dopo le troppe diatribe che lo avevano pericolosamente inceppato, una ritrovata unità che fa sperare in una svolta salutare. La stretta di mano tra Fusco e Trancassini dovrebbe costituire la premessa per una “fase 2” (o “fase 3”) della giunta comunale guidata tra mille traversie e ed evitabili veleni dal forzista Giovanni Arena. Durante l’incontro si è fissata una priorità assoluta: l’immediato rilancio del tavolo provinciale della coalizione in vista dei numerosi appuntamenti elettorali attesi nella Tuscia per il 26 maggio prossimo. E, tema più legato a Viterbo città, sono state vagliate le diverse opzioni in campo per il rilancio dell’attività sul territorio dell’ amministrazione e dell’ assemblea di Palazzo dei Priori. Ora che le basi per il superamento dello scontro tra Fratelli d’Italia e Lega sono state poste, la parola definitiva spetta ad Arena e alla sua maggioranza. L’obiettivo del buongoverno verrà centrato – e ci si rimboccheranno le maniche – oppure, quando si discuterà del ruolo di Claudia Nunzi, ci si tornerà a dividere e a litigare e i buoni propositi resteranno sulla carta. Ci auguriamo proprio di no! La città non capirebbe. E non apprezzerebbe. E domani, riunione di consiglio, scoccherà l’ora X.

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