TRADIZIONI E PERSONAGGI DELLA TUSCIA – I Pugnaloni di Acquapendente

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I Pugnaloni, suggestivi mosaici di petali di fiori, foglie, semi,  sono il principale elemento folcloristico della famosa e amata festa della Madonna del Fiore, che si celebra ad Acquapendente nel mese di maggio.

Acquapendente è un comune di 5 405 abitanti, in provincia di Viterbo, il secondo più settentrionale del Lazio. Dista 52 km dal capoluogo.

La festa dei Pugnaloni è antichissima, unica e molto amata.

La sua origine si fa risalire a un importante avvenimento della storia di Acquapendente: la liberazione, avvenuta nell’anno 1166, dalla tirannia del governatore di Federico I Barbarossa. Secondo la tradizione, la vittoriosa rivolta scaturì da un evento straordinario che due contadini annunciarono al popolo di Acquapendente. Questi, lavorando nei campi, avevano visto fiorire miracolosamente un ciliegio ormai secco preso a simbolo di oppressione degli aquesiani. Fu il segnale della protezione della Madonna. Il popolo insorse e cacciò il dominatore distruggendo il suo castello. A ricordo della tanto attesa liberazione, i cittadini di Acquapendente decisero di fare una grande festa, ogni anno a metà maggio.

Oggi, a più di otto secoli della sua origine, la Festa di Mezzomaggio in onore della Madonna del Fiore rievoca il tema dell’antica liberazione, ricordato nei pugnaloni che vogliono rappresentare la libertà vittoriosa su ogni oppressione. Antenati degli attuali pugnaloni sono i pungoli (antichi arnesi agricoli) ornati di fiori che i contadini usavano portare nella processione a seguito della statua della Madonna del Fiore. La fantasia aquesiana li ha elaborati e, col passare dei secoli, sono nati gli odierni pugnaloni. Queste opere sono grandi pannelli disegnati (2.60 mt di larghezza per 3.60 mt di altezza) e poi interamente ricoperti di petali di fiori, foglie e altri materiali vegetali fino a seguire ogni sfumatura del disegno. La tecnica è quella del mosaico.
Il risultato incanta chi li osserva.

Quest’anno, causa Covid,  verrà realizzato un pannello comprensivo di 15 pugnaloni, realizzati in formato più piccolo rispetto a quelli degli anni precedenti. Saranno dei quadri ridotti messi in un unico pugnalone. Il 16 maggio verrà portato alla piazza del Duomo e rimarrà esposto, come ricordo, in una sala del palazzo comunale.

Si sta realizzando anche una serie di incontri online, trasmessi sui social del comune e della Pro Loco, per descrivere l’evento e la realizzazione dei quadri da parte dei vari gruppi.

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