Tragedia ristoranti: l’appello di una viterbese e l’immagine con “Io Non Chiudo”

Sembra che alcuni ristoratori vogliano tenere comunque i loro locali aperti, per protestare contro le decisioni imposte dal governo

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Questa volta non si tratta di un capriccio all’italiana o della voglia di uscire la sera e far festa: l’appello che sotto mostreremo arriva da una cittadina viterbese in grado di comprendere la situazione d’emergenza per molte famiglie, e l’immagine con scritto “IO NON CHIUDO” è la prova lampante del pericolo che i commercianti sanno di correre.

Le nuove restrizioni non lasciano scampo: locali (tra cui bar, ristoranti e simili) chiusi alle 18, e, per grazia di Dio, aperti di domenica, decisione mostrata dalla conferenza di Conte come una “gentile concessione”. Dopo aver fatto spendere, dunque, centinaia e in alcuni casi migliaia di euro agli italiani per mettersi a norma, ecco che tutti gli sforzi economici vengono vanificati.

Ecco l’appello della signora viterbese:

Aiutiamo chi dovrà abbassare la saracinesca alle 18 di domani, ordinando cibo da asporto e delivery. Sosteniamo ristoranti, bar e gelaterie. La vera rivoluzione non è la violenza selvaggia ma un gesto di solidarietà da parte di ognuno di noi. Non permettiamo che molti dei nostri concittadini, colpiti dalle conseguenze sociali del Virus, non si rialzino più. La vera pandemia sarebbe l’indifferenza di noi verso chi pagherà più di tutti il debito di questa tragedia. Noi italiani nella storia ci siamo sempre salvati da soli grazie alla nostra grande solidarietà

Le rivolte di Roma e Napoli, a differenza di quanto i vari telegiornali abbiano voluto far trasparire, non sono state certo organizzate e partecipate solo da “ultrà” e “delinquenti”: molti, tra i migliaia di uomini che hanno sfilato nelle piazze, erano davvero commercianti disperati che non vedono un orizzonte lontano nei propri affari.

Per fare qualche esempio, tuttavia, non servirà rilevare dati presi da chissà dove o parlare di fatti accaduti a chissà chi: solo nel viterbese, tra le altre, ricordiamo che dopo il primo lockdown sono state chiuse moltissime attività di bar e ristorazione per impossibilità economica, tra cui lo storico Bar Blitz.

A questo proposito molti dei ristoratori impauriti stanno diffondendo, in tutta Italia ma anche nel Lazio e soprattutto nel Viterbese, un’immagine che “sfida” il governo al grido “IO NON CHIUDO“, dietro la quale si trova una bandiera italiana. La riportiamo di seguito:

La speranza per un numero ingente di italiani è che questo grido sia rispettato, perché sarebbe una protesta molto più legittima di quelle (comunque giuste, seppur sbagliate nei modi) avvenute a Roma e Napoli negli scorsi giorni.

 

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