Trasporti: i pendolari certificano il fallimento delle politiche anti-covid

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Immagine tratta dal sito comitato pendolari

Treni soppressi, ritardi cronici e display che non funzionano.

Sulla Roma Nord la situazione, già grave, sta ora precipitando con l’emergenza coronavirus.

Una lunga nota sul sito del comitato pendolari ne è l’ulteriore riprova.

“Oggi 28 settembre 2020 si certifica il fallimento delle politiche anticovid19 pensate da Governo, Regione Lazio e di ATAC per i mezzi pubblici a Roma.

Stamattina è bastata la soppressione di 4 treni urbani per creare il panico a bordo dei convogli, complici pure le mancate segnalazioni in tempo reale su moltissimi display nelle principali stazioni.

Queste mancanze vengono continuamente segnalate dal comitato e dagli utenti, tutti i giorni.

La mancanza di notizie in tempo reale è il vero dramma, quando uno si trova in stazione e non sa nulla di ritardi e soppressioni di corse ferroviarie.

E’ in balia del passaparola, ma per fortuna esiste un gruppo facebook del comitato pendolari dove ci si possono scambiare informazioni in tempo reale, quello che dovrebbe fare il gestore…

Oggi più di ieri si viaggia in condizioni di sicurezza da appurare, visto che i treni sono pieni anche oltre il limite di capienza, avendo annullato i distanziamenti.

Resta il solo obbligo delle mascherine e quindi tutta la gestione della sicurezza anticovid19 è sulle spalle degli utenti.

Regione e Atac sembra che se ne siano lavate le mani da tempo.

Noi lo sapevamo da luglio (e lo avevamo detto e scritto a chi di competenza) che questa situazione sarebbe stata purtroppo la normalità una volta riaperte scuole e uffici…e l’emergenza non è ancora finita.

Una classe politica e dirigente del settore ferroviario incapace e mediocre purtroppo ha perso troppi anni senza mettere in atto una vera programmazione del trasporto pubblico al fine di garantire un minimo di servizio sicuro in emergenza e quindi ci troviamo così, soprattutto sulla Romanord: treni nuovi che non arrivano, innovazione e lavori per raddoppi e nuove stazioni fermi al palo, manutenzioni del materiale esistente fatte con il contagocce.

La mancanza di una seria programmazione potrebbe portare velocemente a un aumento dei contagi, complici anche le temperature in picchiata, il freddo e le classiche malattie da freddo che con le norme anticovid rischiano di portare molti a fare tamponi anche per un banale raffreddore preso a scuola….”

Un quadro, insomma, altamente preoccupante, che rischia di implodere da un momento all’altro.

E nel frattempo, nel Lazio, i contagi continuano ad aumentare…

 

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