Mentre Arena e Contardo cercano il confronto con la Regione, la decisione definitiva sulla gestione della partecipata slitta ancora

Trasporto pubblico locale: resta il nodo Francigena-Astral e spunta il bando per il nuovo amministratore unico

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Mantenere in vita la Francigena e rilanciare la società – partecipata al 100% dal Comune di Viterbo – oppure affidarsi ad Astral (società regionale) per la gestione del TPL (trasporto pubblico locale)? Questo il tema che ha animato il dibattito durante la seduta straordinaria di Consiglio comunale di ieri, richiesta dalla minoranza di Palazzo dei Priori.

Al centro della discussione, un ordine del giorno presentato dal Movimento Viterbo 2020 in cui si chiedeva al sindaco Arena e alla giunta di “non attribuire ad Astral Spa le funzioni di stipula e gestione del contratto di servizio del TPL del Comune di Viterbo, né di far uso della facoltà di concludere convenzione con la stessa Astral Spa”, mantenendo il servizio “in house attraverso la propria società partecipata Francigena s.r.l., finché questa resterà una modalità consentita dalla normativa di rango superiore”; di varare entro giugno 2021 “un piano di rilancio aziendale che possa permettere a Francigena di essere competitiva sul nuovo mercato del TPL Regionale e partecipare così alle future gare di affidamento del servizio, con particolare riferimento all’Unità di Rete Tuscia, anche individuando virtuose forme di partenariato pubblico-privato e valutando l’ingresso nel capitale sociale di partner industriali di minoranza in grado di effettuare gli investimenti necessari a qualificarne l’offerta”; infine di “confermare l’affidamento in house a Francigena s.r.l. del servizio di Trasporto Pubblico Scolastico per la durata massima consentita dalla normativa vigente”.

Sul piatto, anche il bando per scegliere il nuovo amministratore unico della società partecipata dal Comune di Viterbo, dopo l’allontanamento di Guido Scapigliati lo scorso dicembre.

Di fronte agli interrogativi posti dalla capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini sul futuro della gestione di Francigena, l’assessore Enrico Maria Contardo ha ammesso le difficoltà riscontrate dall’amministrazione nei colloqui con la Regione Lazio a causa della situazione pandemica. Per questo restano ancora molti dubbi di carattere tecnico che – a detta di Contardo – non consentono di prendere decisioni repentine sul tema, tanto che il verdetto definitivo potrebbe slittare addirittura al 2024.

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Luisa Ciambella

Le parole dell’assessore hanno scatenato forti polemiche dal fronte dell’opposizione. Alvaro Ricci (Pd) in particolare ha definito “drammatico” l’atteggiamento dell’amministrazione di fronte al problema del rinnovo della flotta di mezzi, – “obsoleta” anche nell’opinione di Contardo – mentre per la consigliera Luisa Ciambella (Pd) quella di ieri non si è trattata d’altro che dell’ennesima dimostrazione “della sciatteria di questa amministrazione, arricchita dall’atteggiamento di Contardo. Venire qua e leggere una ‘paginetta’, affidandosi al fato e a qualche telefonata ‘da casa’, come nei giochi a premi televisivi, è veramente mortificante per tutto il Consiglio. – ha detto la Ciambella in riferimento al resoconto presentato dall’assessore – Oggi mi sarei aspettata che la maggioranza, messa di fronte a una materia così, si presentasse sicuramente più ‘attrezzata’. Il punto è capire se questo servizio sta in piedi o no, un servizio che – non certo per colpa dei lavoratori – non mi sembra che brilli”, ha aggiunto.

In base alla normativa occorrerà quindi capire quale sia la strada più conveniente da percorrere per la gestione di Francigena, tenendo sempre in considerazione anche la tutela dei lavoratori, che – come ha spiegato la consigliera nel corso del suo intervento – “hanno diritto ad essere assorbiti qualora la Francigena non ci fosse più, – come sancito dall’articolo 2112 del codice civile – dunque non si creerebbe un problema di livello occupazionale”.

Per la Ciambella il discorso su Francigena tira in ballo anche una prospettiva più ampia,  quella inerente le farmacie comunali, che la consigliera auspica non vengano messe sul mercato. “Qualora si decidesse di andare in una direzione, potremmo pensare ad esperimenti analoghi a quelli di Carrara – ha aggiunto – a delle farmacie sociali dove alcune fasce di cittadini più deboli potrebbero usufruire di particolari agevolazioni. Questa potrebbe essere una mission importante, come lo è il discorso che abbiamo aperto stamattina e dalle cui implicazioni dipendono molteplici aspetti, che non prevedono un’approssimazione come quella che stiamo vedendo oggi”.

arenaIn chiusura il sindaco Arena ha parlato degli incontri svolti con l’assessore Alessandri (Mobilità) e con il dirigente della Regione Lazio, “che hanno dato la propria disponibilità per trovare la soluzione migliore per il TPL viterbese. Se oggi avessi certezze – ha continuato il primo cittadino – avrei votato in maniera positiva l’odg di Chiara Frontini, ma ci sono situazioni che dovremo verificare dal punto di vista tecnico. Sicuramente sarà compito primario del nuovo amministratore di Francigena quello di darci il supporto che ora ci è necessario per prendere decisioni. Il nostro faro sarà quello di tutelare i lavoratori e dare un servizio maggiore ai cittadini viterbesi”.

Arena si è quindi ripromesso di svolgere gli opportuni approfondimenti quanto prima e di tornare presto in Consiglio, valutando anche “un ordine del giorno condiviso per ottimizzare il servizio stesso e garantire la salvaguardia dei lavoratori”, mentre la proposta di Viterbo 2020, bocciata con 21 voti contrari, è stata etichettata come “prematura” dai più rispetto alla situazione attuale.

 

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