Trasversale, a Tarquinia in molti plaudono allo stop del Tar al tracciato verde

Ambientalisti, comitati di cittadini, Blasi (M5s) e l'ex sindaco Mazzola tra coloro contrari al progetto che passava per la valle del Mignone

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trasversale orte civitavecchia foto civonline

“Accolgo favorevolmente la notizia della bocciatura del progetto passante per la Valle del Mignone da parte del Tar Lazio”.

E’ chiara la posizione espressa dalla consigliera regionale M5s Silvia Blasi che prosegue: “Un percorso di approvazione del progetto della Orte Civitavecchia pieno di forzature procedurali, non ultima la nomina di un commissario governativo in carica da più di un anno la cui attività è stata finora appesa alla pronuncia del Tar. La realizzazione di un’opera pubblica di grande impatto come questa non può prescindere da attente e puntuali valutazioni ambientali sui rischi per la Rete Natura 2000 ed il paesaggio”.

Per la pentastellata: “Finalmente la sentenza del Tar mette ordine, puntualizzando che l’interesse pubblico non può essere prevalente rispetto ai profili ambientali e che la valutazione di Incidenza Ambientale non può essere affidata ad una autorità diversa da quella ordinariamente preposta, nel caso di specie la Commissione Tecnica Via-Vas”.

Esprime poi “rammarico che sia la politica regionale sia nazionale ha fatto orecchie da mercante di fronte a storture evidenti nell’interpretazione delle Direttive Europee ed ignorando di fatto le competenze istituzionali in materia ambientale facendo così perdere tempo e risorse pubbliche in un progetto non fattibile”.

E sul tempo perso, pone l’accento anche l’ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che stigmatizza: “Cinque anni buttati al vento, cinque anni persi.

Così si allontana la costruzione della trasversale, di questa importante opera per lo sviluppo del centro Italia, del nostro territorio, del porto di Civitavecchia”.

E ricorda di aver più volte sollecitato, da sindaco di Tarquinia e da presidente della Provincia di Viterbo, ‘la politica regionale, ma anche il Ministero delle infrastrutture ad abbandonare la scelta del tracciato verde. Una scelta fatta dall’Anas e dalla Regione. Più volte sono stati invitati a cambiare quel tracciato troppo invasivo e troppo contestato”.

Sottolinea poi che “questo territorio ha scritto, urlato, informato la propria contrarietà al tracciato verde, in tutte le sedi politiche, nelle sedi tecnico amministrative dei vari enti interessati, alle associazioni di categoria, ai sindacati dei lavoratori e agli imprenditori” e che anche il Ministero dell’Ambiente aveva espresso parere negativo.

“Come Comune di Tarquinia avevo presentato una proposta alternativa che avrebbe calmato tutti e avrebbe accelerato la realizzazione di questa strategica infrastruttura.

Un progetto, costruito da tecnici locali e provinciali, ripreso e proposto in stralci funzionali dal Comune di Tarquinia e che può accelerare la realizzazione del tratto Monte Romano Tarquinia”.

Mazzola si rivolge quindi al presidente della Regione Zingaretti affinché “inizi ad ascoltare il territorio, il comune di Tarquinia e il comune di Monte Romano. Presidente, dopo cinque anni ha tutti gli strumenti di valutazione di chi ha fatto danni e casini in questo territorio. Presidente, si faccia protagonista insieme a tutto il territorio e ai suoi rappresentanti nell’approfondire e trovare una soluzione che acceleri la realizzazione di questa indispensabile infrastruttura”.

Le associazioni ambientaliste e i comitati spiegano che i motivi che li hanno portati a ricorrere al Tar, nel 2018, sono diversi.

Tra questi “il fatto che la Valutazione di incidenza ambientale, la Vinca, non fosse stata effettuata in maniera completa ed esaustiva nella fase preliminare del progetto e, inoltre, il fatto che nella scelta dei tracciati alternativi la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Cipe avessero dato preminenza ad interessi di natura economica rispetto a quelli di natura ambientale”.

“Nonostante il parere negativo della Commissione Via-Vas dell’allora Ministero dell’Ambiente (oggi della Transizione ecologica)” rimarcano.

Parere in cui la Commissione parla di un tracciato che avrebbe alterato “irrimediabilmente un contesto caratterizzato da un paesaggio naturale di altissima valenza, storica, agricola ed ambientale che si è strutturato nel tempo, raggiungendo un equilibrio antropico-naturale unico nel suo genere”.

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