Trent’anni di 118, il servizio di emergenza sanitaria attivo 24 ore su 24 in tutta Italia

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Il 118 è nato in Emilia-Romagna nel 1992. Compie dunque trent’anni il servizio di emergenza 118, che coinvolge, 24 ore su 24, professionisti della sanità e volontari.

Il ‘118’ è il numero che salva la vita dietro il quale si muove un’intera comunità di medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, autisti, soccorritori che, ogni giorno e ogni notte, sono pronti a prestare rapidamente soccorso ai cittadini che, in situazioni di emergenza, compongono il numero.

In occasione del trentennale del 118, da Nord a Sud l’Italia si tinge di blu. Il Palazzo del Senato a Roma, il Palazzo Pirelli, il Palazzo Lombardia a Milano, il Palazzo del Podestà a Bologna, il Palazzo degli Elefanti a Catania diventeranno blu, come luoghi simbolo per ricordare l’anniversario, in una settimana di iniziative organizzate dalle società scientifiche dell’emergenza SIEMS e SIIET insieme alle tre grandi associazioni di Croce Rossa Italiana, ANPAS e Misericordie d’Italia.

Era il 1990 quando, in occasione dei mondiali di calcio, venne sperimentato a Bologna – prima città in Italia insieme a Udine – il 118 come numero unico e gratuito di chiamata per le emergenze sanitarie. Ma il servizio vero e proprio come lo è oggi, fu istituito due anni dopo con il decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992, che consentì di realizzare le centrali operative del servizio di emergenza territoriale anche nelle altre città sulla base delle innovazioni.

In tre decenni questo “numero” è diventato un punto di riferimento insostituibile per la sanità; lo è stato e lo è maggiormente negli ultimi due anni di pandemia. Ha compiuto passi avanti importanti anche sul fronte della tecnologia. Basti pensare all’App DAE RespondER, che permette di identificare i defibrillatori più vicini alla persona colpita da sospetto arresto cardiaco e di sostenere da remoto il cittadino che è stato allertato per prestare la prima assistenza. Altro elemento innovativo è l’attivazione della videochiamata tra l’infermiere della centrale operativa e i soccorritori presenti sul posto per fornire il primo aiuto.

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