Tribunale, assolto immigrato di un centro d’accoglienza. Era accusato di rapina in una cartoleria

I fatti risalgono al luglio 2017: il pubblico ministero aveva chiesto due anni e mezzo di carcere.

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Allarme Bomba al Tribunale di Viterbo

VITERBO – Giovane immigrato è stato assolto dall’accusa di aver rapinato una cartoleria a Montefiascone. Ieri mattina la giudice Silvia Mattei ha scagionato il ragazzo (ospite di una casa accoglienza), che era stato messo sul banco degli imputati per fatti avvenuti nel tardo pomeriggio del 6 luglio 2017.

Quando, secondo il pubblico ministero, due giovani sui 25 anni si presentarono in una cartolibreria in via Dante Alighieri a Montefiascone. Senza armi e a volto scoperto, i due minacciarono la titolare (che si è costituita parte civile), prima spegnendo l’interruttore della luce, successivamente prelevando dalla cassa e da un cassetto del bancone l’incasso giornaliero, dandosi poi alla fuga a piedi per le vie limitrofe.

La donna, sola e impaurita, chiamò i carabinieri che si misero subito sulle tracce dei giovani, contando sulla descrizione fisica dei malviventi fornita dalla vittima. I militari della locale stazione dei carabinieri perlustrarono tutte le zone frequentate da soggetti rispondenti alla descrizione, fino a stringere il cerchio intorno all’ospite di un centro di accoglienza di Montefiascone, che corrispondeva proprio alle caratteristiche di uno dei rapinatori. Due particolari avvantaggiarono gli investigatori: la mancanza di una parte del sopracciglio sinistro, e un comportamento non ordinario dell’imputato: il giovane appena rientrato nella struttura per cenare si era frettolosamente cambiato l’abito. Il malvivente fu quindi riconosciuto dalla titolare del negozio e arrestato per rapina impropria.

Che ieri è stata riqualificata dal giudice in furto aggravato e poi si è tramutata in una assoluzione per non aver commesso il fatto. La Mattei ha comunque imposto al giovane l’obbligo di dimora a Montefiascone.

In precedenza era stato ascoltato come testimone un 42enne di Montefiascone, che lavorava come operatore sociosanitario nella struttura di accoglienza. Il quale, tramite l’album fotografico messogli di fronte, ha riconosciuto il fermato. Dopo di che, il pm ha chiesto 2 anni e mezzo di reclusione, oltre a duecento euro di multa.

L’avvocato di parte civile, Silvia Lombardi, si è soffermata sulla mancanza di una parte del sopracciglio dell’imputato, come elemento discriminante e caratterizzante; quindi, ha chiesto la condanna. Di avviso contrario il difensore del giovane, l’avvocato Lorenzo Lepri, che ha chiesto l’assoluzione. Che dopo pochi minuti è arrivata.

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