Truffa delle false assicurazioni, oltre al danno… ecco la beffa!

Boom di raggiri sul web. Siti civetta propongono polizze fasulle. Il rischio è doppio: perdita dei soldi e nessuna copertura assicurativa. Ecco come proteggersi

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La truffa corre su Internet. Sono sempre più numerosi coloro che si affidano al web nella speranza di trovare la soluzione più vantaggiosa. Le offerte riguardano soprattutto le polizze assicurative. I truffatori approfittano di questo trend per fare vittime. Secondo l’Ivass (l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni) nel 2018 mediamente una volta ogni tre giorni è stato scoperto e oscurato un sito di false assicurazioni e ultimamente la Guardia di Finanza ha oscurato più di 200 siti internet che proponevano false polizze RCA per poi scomparire dopo il pagamento. Un giro d’affari di oltre 700 mila euro che ha coinvolto ben 74 persone. Questi vendevano ai creduloni in cerca dell’affare, polizze a prezzi stracciati. Nella trappola sono rimasti incappati un migliaio tra automobilisti e motociclisti.

Una cinquantina di siti avevano sede in Italia con domini forniti da piattaforme come Aruba e Serverplan e altri 55 siti all’estero, soprattutto in Olanda e Stati Uniti.

Le vittime erano scelte tra quelle con meno dimestichezza con i sistemi informatici. La truffa si basava infatti su campagne phishing che portavano gli utenti su finti siti, realizzati a regola d’arte per assomigliare in tutto e per tutto a quelli delle assicurazioni ufficiali più note. Il pishing è tra i meccanismi più utilizzati per realizzare le truffe. Può essere effettuato via mail o smartphone attraverso messaggi.

La trappola preparata dai truffatori consisteva nel realizzare dei siti che contenevano i loghi ufficiali delle vere compagnie assicurative imitati alla perfezione, falsi numeri RUI (Registro Unico degli Intermediari assicurativi) e offerte imperdibili sulle varie polizze (ovviamente false). Gli sprovveduti venivano indotti attraverso offerte vantaggiosissime a sottoscrivere polizze assicurative che erano di fatto inesistenti. I potenziali clienti chiamavano il numero indicato sul sito. Dall’altra parte gli rispondevano persone che con fare professionale ma sbrigativo li convincevano a sborsare i soldi.

Il metodo di pagamento utilizzato non era tracciabile. Invece dei bonifici bancari si usavano Postepay. Questo meccanismo avrebbe dovuto destare qualche sospetto ma la convinzione di fare un affare e di aver trovato il modo per risparmiare, spesso annebbiano la mente.

Molti si sono,accorti dell’inganno molto tardi, quando, dopo aver fatto un’incidente d’auto, hanno chiesto un risarcimento. E tanti potrebbero essere ancora all’oscuro di tutto.

Chi cade nella trappola, subisce un danno doppio: non solo perde i propri soldi (e i propri dati personali), ma circola con un veicolo senza copertura RCA, con tutte le conseguenze che ne derivano (sequestro del veicolo e multa sostanziosa).

Come evitare di cadere nella trappola? Innanzitutto diffidate sempre di chi propone prezzi stracciati. Mai abboccare a offerte che vengono proposte tramite WhatsApp o altre piattaforme di chat. E soprattutto non accettate mai un sistema di pagamento che non sia tracciabile. Inoltre tramite il portate dell’IVASS è possibile verificare l’affidabilità della compagnia scelta.

 

 

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