Maxi operazione dei Carabinieri: arrestate 51 persone

Truffavano anziani fingendosi Carabinieri per finanziare la Camorra

Sono 189 le truffe scoperte e accertate, di cui sette sono state tentate o consumate in Provincia di Rieti, e sono state compiute tra il mese di novembre del 2015 e giugno 2016.

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Truffavano anziani fingendosi Carabinieri, assicuratori o avvocati al telefono e in questo modo sottraevano ai malcapitati ingenti somme di denaro o di beni preziosi. Sono finite agli arresti 51 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di truffa aggravata in danno di persone anziane, con l’aggravante, per 14 di loro, di favoreggiamento alla mafia.

Sono ben 189 le truffe scoperte e accertate, di cui sette sono state tentate o consumate in Provincia di Rieti, e sono state compiute tra il mese di novembre del 2015 e giugno 2016.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, coadiuvati da quelli di Napoli e degli altri Comandi Provinciali territorialmente competenti, i quali hanno dato esecuzione a due provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

Il clan coinvolto in questa operazione di truffa è il “Contini” di stampo camorristico e operante nel territorio dell’area metropolitana di Napoli, in particolare nei quartieri Vasto, Arenaccia, San Giovannello e Borgo Sant’Antonio Abate.

L’indagine ha coinvolto nel complesso 82 indagati, delle 51 persone sottoposte a custodia cautelare, tutte di nazionalità italiana, 13 sono finite in carcere, 24 degli arresti domiciliari e 14 sono stati sottoposti all’obbligo di firma. L’indagine ha

L’obiettivo dell’indagine, iniziata a febbraio 2016 e condiviso con la Direzione Distrettuale Antimafia, è stato quello di comprenderne a fondo organizzazione, meccanismi di funzionamento e referenti. E’stata avviata, pertanto, con la Procura Distrettuale partenopea un’indagine relativa alle truffe in cui le vittime venivano circuite telefonicamente dagli indagati che, fingendosi assicuratore, avvocato o Carabiniere (il telefonista), facevano credere che un familiare avesse provocato un grave incidente stradale e che, per consentirne il rilascio da una Caserma dei Carabinieri, era necessario consegnare denaro o altri valori, che venivano poi puntualmente prelevati da un complice (l’operativo sul territorio) presso il domicilio delle vittime.

 

 

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