I fatti di Washington: il giorno nero della democrazia americana

Trump il duro ha diviso l’America, Biden il debole deve riunificarla

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Il direttore Giovanni Masotti

Io non so se le elezioni americane fossero davvero truccate, come ha continuato ad ululare al mondo Donald Trump. Non lo so, ma non ci credo. Troppo forte e collaudata la democrazia USA perché possa essere stato commesso un misfatto del genere. Fatto sta che il tycoon, con la sua propaganda nartellante, ha convinto una larga fetta dei suoi concittadini che il vecchio Joe Biden fosse un usurpatore.

I risultati di questa perigliosa e spregiudicata campagna si sono avuti ieri con l’ incredibile assalto al Congresso di alcune migliaia di fanatici sostenitori trumpiani. Scene mai viste di fronte e dentro Capitol Hill. Quattro morti, feriti, arresti, atmosfera da insurrezione. La pagina più  buia vissuta dalla robusta democrazia americana, da sempre un modello. Adesso il nuovo presidente dovrà  dimostrare di avere gli attributi per superare questo shock e lavorare per riunificare il paese, lacerato da quel clima da scontro frontale che ha contrassegnato la campagna elettorale più “violenta” mai registrata nella storia degli Stati Uniti.

Ce la farà il debole Biden a riaggiustare il tiro e a padroneggiare questa situazione incandescente?

Gli americani sono stanchi: dissanguati dal disastro Covid e dall’ arretramento della economia. Pensiamo che si lasceranno via via alle spalle il timbro del tumultuoso Trump e sosterranno il pacato Biden nell’ opera di ricostruzione del tessuto connettivo della nazione. Personalmente tra i due preferivo l’ anti-moderato Trump, ma riconosco che – nell’ ultima fase del suo mandato – The Donald ha esagerato. La sua disperata caccia al voto è stata costellata da un crescendo di gaffes e di forzature, che gli hanno fatto perdere buona parte del consenso ottenuto nelle precedenti elezioni. Auguri a Biden, dunque. E coraggio.

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