Tuoni e fulmini dai turisti in viaggio verso Isengard

Le parole, dure, dei visitatori: “Ci vuole più rispetto per chi fa tanti chilometri per trovare poi una città bella sì, ma poco curata e disorganizzata”

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sagginiPer cronaca dobbiamo riportare alcune lamentele dei turisti. Infatti, ieri sono giunti a Viterbo turisti da tutta Italia per intraprendere il Viaggio verso Isengard. I visitatori, tutti appassionati della celebre opera dello scrittore britannico Tolkien.

Dalla pagina dedicata alla manifestazione, emergono critiche sull’organizzazione piuttosto approssimativa, e pochi elogi. Così scrivono:”Cominciamo il nostro viaggio alle ore 16 del 27 luglio: siamo a piazza San Carluccio, con il caldo afoso. I turisti cominciano ad arrivare. Ci sono due tavoli di plastica al centro della piazza, con qualche gioco sopra e pochi animatori. I turisti vagano senza nessuno che li guidi. Qualcuno chiede informazioni ai pochi viterbesi rimasti in città, nonostante il caldo di fine luglio. C’è un’adeguata sala sotto la Zaffera, con scatole di cartone in bella vista, dove ci sono pochi vestiti esposti per la mostra, e un piccolo plastico. Poi esce il corteo storico con belle dame, cavalieri e personaggi della saga. Non c’è musica ad accompagnarli per le vie della città. Niente, neanche una banda paesana, e nemmeno due tamburini. In silenzio percorrono le vie più belle di Viterbo, fanno foto con i turisti, arrivano a Palazzo dei Priori. Lì la sala è piena di appassionati ad ascoltare gli esperti che fanno conferenze sul tema. Ma le scale, per arrivare alla sala, sono quasi completamente coperte di escrementi di piccioni. Per le vie i turisti appaiono sempre più disorientati: una famiglia, che ha fatto tre ore di viaggio per arrivare, scrive sulla pagina ufficiale, che sarebbe stato meglio restarsene a casa. A piazza del Gesù la sera la manifestazione si anima con una band piuttosto brava. Ma la Citta dei Papi, scelta come luogo ideale per il fantastico viaggio nel mondo fantasy avrebbe dovuto dare di più. Più organizzazione, stand enogastronomici dove permettere ai turisti di mangiare; visite guidate delle nostre meraviglie storiche, sbandieratori, musici. Cultura, bellezza e storia non sempre vanno di pari passo con un’organizzazione adeguata. I giudizi sono impietosi: “Guardate noi siamo qua, ma voi dove siete? No perché gli stand sarebbero due tavoli in plastica con due giochi, un plastico e qualche libro… Ci siamo persi qualcosa?” E poi aggiungono: “Ci vuole più rispetto per chi fa tanti chilometri per trovare poi una città bella sì, ma poco curata e disorganizzata”.

Al solito abbiamo invitato a pranzo persone di riguardo, e abbiamo servito solo fichi secchi. Stiamo attenti perché sull’organizzazione degli eventi, ci giochiamo tutto il nostro buon nome di città dei Papi.

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