In tempi post Covid occorre rimodulare, in tempi brevissimi, le modalità di promozione

Turismo italiano e di prossimità, Viterbo deve cogliere questa opportunità

130

I turisti, anche se timidamente, tornano ad affacciarsi in città.

Coppie, famiglie e piccoli gruppi di amici ma anche – udite udite – un gruppo organizzato di oltre una cinquantina di visitatori, provenienti da fuori regione.

Sabato, insomma, il centro città è apparso più affollato. E non solo dai viterbesi.

Sicuramente una buona notizia. Ora però chi di competenza dovrebbe cercare di sfruttare al meglio questa particolarissima estate, in cui sono privilegiate mete turistiche di prossimità o comunque italianissime, per promuovere Viterbo.

Bene la visione a lungo termine ma una situazione eccezionale – come questa post Covid – richiede capacità di rivedere, in corsa e in tempi brevissimi, le modalità di pubblicizzare Viterbo come destinazione turistica.

Diversi gli itinerari, facilmente individuabili, per declinare l’ampio spettro di possibilità che attraggono e richiamano turisti.

Tanto per fare degli esempi di tour dedicati: religioso – siamo o no città dei Papi, costellata da molte chiese, e percorso della via Francigena?; storico-artistico tra uno splendido quartiere medievale, monumenti, musei e palazzi storici; i luoghi-set cinematografici e televisivi di ieri e di oggi; termale;  enogastronomico.

E poi magari puntare a Viterbo come luogo di soggiorno e punto di partenza per pacchetti escursioni a S. Martino, La Quercia, Bagnaia ma anche verso i lidi e le cittadine lacuali.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui