Tuscania: contro l’ipotesi delle pale eoliche, bocciata già sei anni fa, il Codacons presenta un esposto

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Pale eoliche tra Tarquinia e Tuscania: proseguono le polemiche.

Lo scorso 13 agosto era stata l’associazione Italia Nostra a denunciare la pericolosità di uno scempio ambientale in un territorio quasi incontaminato.

“Per Italia Nostra il megaparco eolico di Tuscania è da respingere senza se e senza ma– scriveva Ebe Giacometti, Presidente di Italia Nostra – la visione degli atti tecnici del progetto ci ha lasciato senza parole.

Come si può pensare di circondare letteralmente di altissime torri un gioiello quale la cittadina della Tuscia?

Va precisato inoltre che le pale, alte 250 metri, svetterebbero su colline anche più basse andando a rappresentare dei nuovi picchi nell’orizzonte del paesaggio incontaminato e vincolato della Tuscia e dando vita, di fatto, ad un nuovo assetto.

Per questo motivo, Italia Nostra anzitutto invita l’ente locale competente per territorio ad esprimere il proprio diniego ad un simile progetto nelle osservazioni alla VIA. In seconda analisi, l’associazione si rivolgerà a tutti gli enti competenti, in primis il Mibact, e presenterà le proprie osservazioni.

Una tale mostruosità – conclude Giacometti – non può diventare il simbolo della campagna viterbese”.

E’ di lunedì scorso, invece, la notizia di un esposto-denuncia del  Codacons alla Procura della Repubblica di Viterbo.

Il provvedimento è finalizzato ad accertare e verificare la possibilità del configurarsi di fattispecie quali reati ambientali, relativi alla distruzione o depauperamento di bellezze naturali, nonché la violazione dell’art. 32 della Costituzione e concorso nei suddetti reati, nella realizzazione del progetto di un mega parco eolico, che prevede l’utilizzazione di un tipo di torri alte ben 250 metri, tra i territori di Tuscania e Tarquinia portandone la loro visibilità da gran parte della costa sino al lago di Bolsena.

“Si vuole scongiurare la realizzazione di un tale progetto – dicono dal Codacons -, così come accaduto nel Mugello, ad esempio, dove i Comuni sono riusciti a sventarne la realizzazione.

Si tratta, nel caso di Tarquinia e Tuscania, di un progetto di forte impatto ambientale e paesaggistico sul territorio e notevole consumo di suolo con sacrificio di terreni agricoli e la definitiva alterazione dell’antico territorio di Tuscania e dell’intera maremma viterbese.

Il grande bagaglio storico che questi territori vantano, ha spinto molti storici attuali a definirli come le città più importati dell’intera Etruria.

Basti rammentare il Duomo di Tarquinia, la chiesa di Santa Maria in Castello, la Necropoli, il Palazzo Vitelleschi, la Riserva naturale Salina di Tarquinia, il Castello del Rivellino nonché la Fontana delle Sette Cannelle”.

“Ad oggi – prosegue il Codacons – sembrerebbe che la Regione Lazio abbia già espresso il proprio parere favorevole, arrivando così ad approvare un progetto che danneggerà sotto vari profili paesaggisti e ambientali l’intero territorio ed il tutto, sotto l’attonito silenzio di chi, quotidianamente, vive le terre interessate, laddove sembrerebbe si sia in assenza di studi e rilievi da parte delle autorità di vigilanza, relativamente alle ripercussioni di impianti di tale portata sulla salute degli abitanti delle zone interessate per il rumore, la sicurezza, nonché sugli ingenti danni sull’ecosistema e la fauna, nonché danni sulla cultura e la bellezza del territorio per l’impatto visivo che si ripercuote negativamente sul patrimonio culturale, archeologico e turistico”.

E’ per questo che l’associazione richiede il sollecito intervento dell’autorità giudiziaria.

“A breve – conclude l’associazione che difende i diritti dei consumatori ed è contraria alla realizzazione del grande parco eolico fra Tarquinia e Tuscania – saranno disponibili, sia presso la sede di Civitavecchia che sul sito del Codacons, i moduli di adesione tramite i quali i cittadini dei Comuni interessati potranno costituirsi parte offesa insieme all’associazione”.

Ricordiamo che l’ipotesi delle pale eoliche era già stata bocciata nel 2014.

All’epoca, l’intervento compatto di istituzioni ed associazioni, insieme al duro intervento in tv di Vittorio Sgarbi erano riusciti a bloccare il progetto.

Ora, dopo sei anni, si torna alla carica…l’auspicio è che la mobilitazione generale contro gli impianti riesca a sortire lo stesso effetto.

 

 

 

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