Tuscia nel mondo, la National Gallery presenta la “Pietà” conservata a Viterbo

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La Tuscia torna a far parlare di sé a livello internazionale, questa volta con “La Pietà” dipinta a quattro mani da Sebastiano del Piombo e Michelangelo Buonarroti.

L’opera – che testimonia la collaborazione tra i due grandi maestri del Rinascimento e che è attualmente conservata al Museo Civico di Viterbo – splende nella copertina di una pubblicazione postata sul profilo Instagram dalla National Gallery di Londra.

“In uno scambio creativo che attraversa tre decadi, Michelangelo e Sebastiano hanno collaborato a vari lavori, inclusa la Pietà notturna per la chiesa di San Francesco a Viterbo”, si legge nella descrizione del libro pubblicizzato dalla National Gallery, che ripercorre la profonda relazione artistica e personale che ha unito i due maestri.

Il 26 ottobre scorso a Viterbo si è tenuta una Giornata di Studi dedicata alle “Pietà” di Michelangelo, alla quale hanno preso parte esperti di fama internazionale. In quell’occasione lo storico dell’arte Antonio Rocca aveva messo in luce la presenza di alcuni dettagli che confermavano che l’opera conservata nella Città dei Papi fosse il risultato di un lavoro “a quattro mani”, e non soltanto di Sebastiano.

“Numerosi particolari riportati sul dietro della tavola dimostrano come la Madonna raffigurata al centro sia ispirata a una sibilla della Cappella Sistina, terminata nel 1512 – aveva spiegato Rocca – l’opera è stata integralmente dipinta da Sebastiano del Piombo, ma i disegni e l’ideazione, come le prove, sono di Michelangelo”. Una testimonianza di ciò era già stata data dal Vasari nelle “Vite”, oltre che da Ludovico Dolce nel 1557, con il Buonarroti ancora in vita.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Bianchini

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Bianchini, a seguito della Giornata di Studi dedicata a Michelangelo, aveva sottolineato l’importanza di mettere in risalto il fatto che Viterbo non sia esclusivamente una città medievale, ma anche una  vera “perla” del Rinascimento. L’obiettivo futuro, per Bianchini, è quello di “istituire un vero sistema museale urbano, che colleghi tutti i punti cardine della storia di Viterbo e che abbracci il magnifico Rinascimento viterbese”.

Si tratta, nello specifico, di “avviare una sinergia che valorizzi l’intero capoluogo e che permetta ai turisti di comprendere quanto ci sia da vedere non solo in città, ma in tutto il territorio”. Solo così, per il capogruppo di FdI, sarà possibile “innescare il circolo virtuoso del turismo in città”.

In questo modo Viterbo avrebbe l’occasione di crescere, di essere valorizzata sempre di più a livello nazionale, ma anche all’estero. Perché la nostra città nasconde tesori unici al mondo, che aspettano solo di essere raccontati a chi sa guardare oltre la superficie. Proprio come la Pietà di Michelangelo e Sebastiano.

 

 

 

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