Le nuove rivelazioni americane sull' origine cinese del virus che ha sdraiato il mondo

Tutti sanno la verità sul Covid, ma meglio non infierire sull’Impero rosso, i soldoni sono più importanti dei morti

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Non so voi, ma io vengo immancabilmente preso da un accesso di rabbia quando mi trovo di fronte qualcuno che ha la faccia tosta di mettere in dubbio che le origini del Coronavirus siano da ricercare in Cina e, più precisamente, in un laboratorio scientifico di Wuhan.

Il direttore Giovanni Masotti

La maggior parte dei governi del mondo protegge ancora Pechino dalle sue evidenti responsabilità nella nascita del maledetto virus. Ragioni di geopolitica economica, naturalmente. Si può criticare – e ci mancherebbe altro – l’ autoritario regime cinese, ma meglio non esagerare, con l’ Impero rosso si fanno troppi e consistenti affaroni. E così le ultime rivelazioni giunte dalla stampa USA che conta, sulla base di documentazione raccolta dai servizi segreti, che parlano di tre ricercatori del popolo giallo ammalatisi di Covid già nel novembre del 2019, hanno girato per l’ etere per non più di 24 ore. Poi il silenzio. Il business è il business e non conviene a nessuno infierire sulle responsabilità cinesi nella nascita del Covid. Alludere sì, ma affermare con certezza no. La ragion di Stato, all’ alba dell’ anno Domini 2021, è ancora più importante delle ragioni della verità. E, dunque, rassegniamoci: tutti sanno bene chi ha sulle spalle le responsabilità del propagarsi del virus, ma bisogna sfumare questa certezza, porgerla al condizionale, raccontarla con cautela. Che tristezza vedere ancora un mondo guidato inesorabilmente dalla forza dei soldi e degli affari. Meglio trattare coi guanti bianchi la dittatura comunista e non compromettere l’ ingente interscambio commerciale esistente. I morti non contano, i quattrini sì. Una morale che sa di schifo.

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