Le azioni Twitter sprofondano dopo la decisione di chiudere l’account di Trump, nel frattempo anche Merkel ed europarlamentari Ppe si schierano in difesa del Presidente: "Un privato non può decidere sulla libertà di espressione"

Twitter paga a caro prezzo la censura a Trump: -11% a Wall Street. E l’Ue prende posizione: “Blocco account illegittimo”

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Le Azioni Twitter vanno in rosso a Wall Street. Il titolo crolla, probabilmente per via della discussa censura applicata al profilo social del Presidente Usa Donald Trump.

La società aveva annunciato il ban nella giornata di venerdì 8 gennaio “a causa – si legge nella nota – del rischio di ulteriore incitamento alla violenza”. Il riferimento, ovviamente, è all’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti avvenuto il 6 gennaio, seguito da Trump con i suoi tweet.

In occasione della seduta di ieri, da Wall Street sono arrivate le prime clamorose reazioni: le azioni Twitter sono letteralmente affondate nei guadagni.

Per la precisione, le azioni Twitter sono scese dell’11% ieri (lunedì 11 gennaio), nella prima sessione di negoziazione da quando la società ha sospeso definitivamente l’account del presidente degli States.

La mossa dell’azienda social, come detto, ha innescato polemiche e commenti in tutto il mondo e, verosimilmente, potrebbe far tornare in auge l’annosa discussione per revocare la Sezione 230, il paragrafo della legge sulle telecomunicazioni che protegge le società di Internet dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti e per le loro azioni da moderatori. Una svolta che sarebbe davvero inaspettata.

Trump ha infatti espresso varie volte il proprio disprezzo per la Sezione 230, che darebbe una sorta di scudo legale alle aziende internet, e alcuni politici di entrambe le parti si sono lamentati.

Mentre un’amministrazione democratica può essere meno concentrata su una riforma significativa della Sezione 230, gli eventi recenti potrebbero rendere più probabile la legislazione sui contenuti”, hanno detto gli analisti di BofA Securities in una nota . Tuttavia, l’azienda ha ribadito il suo rating di acquisto sul titolo.

Nel frattempo anche altre società di social media hanno scambiato al ribasso dopo aver intrapreso azioni contro Trump. Facebook, che ha esteso una sospensione iniziale di 24 ore a una a tempo indeterminato, è scesa di circa il 2%. Snap e Pinterest hanno scambiato ciascuno circa l’1,5% in meno.

Si è pronunciata anche l’Ue sulla diatriba che sta accedendo gli Stati Uniti d’America: Per Angela Merkel, Thierry Breton e Manfred Weber, “un privato non può e non deve decidere della libertà d’espressione online”.

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