La terra d'oltremanica si avvicina al 21 Giugno, la data fatidica indicata dal primo ministro inglese per tornare alla normalità

UK, si avvicina il 21 Giugno, primo passo fuori dal Lockdown

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Boris Johnson

Organizzazione, efficacia, efficienza e un po’ di sano humor inglese. Sono queste le caratteristiche che contraddistinguono il Primo ministro Britannico, il quale, come abbiamo già raccontato, ha saputo risollevare le sorti di un paese che lui stesso aveva affossato.

Ma da oggi, nel Regno Unito, è finalmente cessato il lockdown (durava da tre mesi). Possibilità quindi di uscire e di incontrare amici o parenti all’aperto, che sia in un’area pubblica o privata poco importa, purché si evitino contatti e al massimo in gruppi di 6 o due nuclei famigliari. Negozi, pub, ristoranti e parrucchieri riapriranno il 12 Aprile e si potrà mangiare solo all’aperto (magari sotto la pioggia caratteristica della terra d’Albione).

Il paese guidato da Johnson ha registrato numeri da record. Meno di 4 mila contagi al giorno, con “sole” 19 vittime registrate in tutto il paese nella giornata di ieri. BoJo ha scommesso su AstraZeneca, l’ha finanziata ed è riuscito a strappare condizioni contrattuali migliori con la casa anglo-svedese. Ciò, unito all’efficienza insita nella popolazione inglese, ha permesso di raggiungere straordinari obiettivi in un ristretto lasso di tempo.

Inoltre, l’Inghilterra non ha permesso che le dosi prodotte all’interno del suolo nazionale venissero esportate nel resto d’Europa ma ha comunque ricevuto quelle prodotte sul territorio europeo. Un comportamento che ai più può sembrare scorretto (anche alla luce della scoperta del magazzino che conteneva dosi del vaccino AstraZeneca nella nostra Anagni) ma che è la risultante di una forza maggiore in sede contrattuale che ha permesso al Regno Unito di condurre una campagna vaccinale da manuale.

E in Italia? In Italia le cose sono ben diverse. In Liguria le dosi vengono sprecate e al livello nazionale non siamo messi meglio. Solamente 9 milioni di vaccini sono stati somministrati sulla totalità della popolazione e le categorie più a rischio non sono ancora state messe in salvo nella loro interezza. Ciò è dovuto all’individuazione di categorie prioritarie che, per la maggior parte dei componenti, non sono a rischio. Tutto ciò vuol dire togliere dosi a chi ne ha veramente bisogno per somministrarle a chi, invece, del Covid, non dovrebbe nemmeno preoccuparsi.

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