La denuncia delle sigle sindacali

“Un altro agente aggredito in pochi giorni a Mammagialla, si prendano provvedimenti”

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Mammagialla, il carcere di Viterbo

“A pochi giorni di distanza dall’ultima aggressione verificatasi sabato scorso nel penitenziario viterbese di Mammagialla, ieri un altro agente in servizio è stato vittima di violenza da parte dello stesso detenuto”.

La denuncia arriva di nuovo dalle sigle sindacali Sappe, Sinappe, Osapp, Uilpa, Fns Cisl, che tornano a chiedere maggiori tutele per il personale.

“Continuano ad accadere episodi gravissimi all’interno del carcere – spiegano – e sembra che nessuno si muova per fare qualcosa ed interrompere questa tendenza volta all’aggressività e alle ripetute violenze nei confronti degli agenti”.

“Quanto avvenuto è reso ancora più grave dal fatto che il responsabile dell’ultimo episodio sia il medesimo detenuto che aveva agito in maniera analoga sabato, costringendo la vittima a recarsi presso il pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per ricevere tutte le cure del caso. Lo stesso è successo ieri a causa delle lesioni riportate dall’agente”.

“Si tratta di una situazione non più sostenibile, per cui torniamo a chiedere a gran voce che si ponga un freno una volta per tutte a simili atti, che minano la sicurezza del nostro personale di servizio”.

“Sembra poi che il PRAP abbia emanato dei provvedimenti a favore delle direzioni di Frosinone (coinvolta insieme a Viterbo nello scambio di detenuti), Rieti e Roma, volti ad aumentare il personale. Questo ci fa capire che Viterbo è sempre più dimenticata e abbandonata a se stessa, dato che il reparto viene gestito soltanto da 80 uomini e nessuno sembra preoccuparsene.Lo sbando entro breve è assicurato: la linea è quella di erodere personale dai posti di servizio “fissi”, gli uffici”. L’amministrazione stessa si serve di personale per alcuni servizi quali, la gestione dei colloqui, dei soldi, dei pacchi, delle cure sanitarie, della spesa, degli spostamenti, delle carte giudiziarie e molto altro. Questi sono gli uffici.

“Inoltre – concludono – l’amministrazione utilizza i membri del personale presenti nella struttura per le funzioni più disparate, spesso e volentieri utilizzando la stessa persona per ricoprire incarichi diversi e non tenendo conto delle difficoltà relative alla gestione di situazioni delicate come quella dei detenuti psichiatrici. Rispetto a quest’ultimo aspetto, accade che a Mammagialla gli agenti siano chiamati a confrontarsi con detenuti particolarmente problematici, spesso in solitudine, senza alcun tipo di specializzazione sul caso. E questo sfocia poi in frequenti episodi di violenza a danno del personale, come verificatosi nei giorni scorsi”.

 

 

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