Un anno di Viterbese: ritardi, cambi in panchina ma tante emozioni

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La stagione della Viterbese si è conclusa con la sconfitta casalinga contro l’Arezzo. Tra andata e ritorno, gli amaranto hanno superato i gialloblù con un netto 5-0, meritando di passare il turno. I sogni di Serie B, dunque, si sono spezzati nel primo turno della fase nazionale play-off. Nonostante la sconfitta, i tifosi si sono comportati in maniera impeccabile, dimostrando un attaccamento alla squadra incredibile. Alla fine della partita, infatti, tutto lo stadio ha applaudito i suoi giocatori, sia la Curva Nord che la tribuna, senza fischiare o contestare nulla, come succede negli stadi inglesi.

Anche perché, tutto sommato, c’era poco da recriminare. Era molto difficile chiedere a questa stagione qualcosa di più. Un anno iniziato in maniera a dir poco travagliata. Anzi, non iniziato, visto che la Viterbese ha cominciato a giocare in campionato soltanto a novembre. La società di Via della Palazzina, infatti, doveva aspettare che si risolvessero le questioni relative ai ripescaggi per la Serie B per capire in quale girone giocare. Un girone C, quello del sud, tra l’altro, inadeguato a una squadra del Lazio, fatto di lunghe trasferte e di notevoli spese. Per non parlare del fatto che, proprio per aver iniziato in netto ritardo, la Viterbese ha dovuto giocare ogni tre giorni praticamente per sei mesi, con i conseguenti problemi di viaggi e recupero fisico.

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Eventi che potevano tranquillamente giustificare una stagione sottotono, da dimenticare e archiviare come sfortunata. A questo bisogna aggiungere anche i tre cambi in panchina, altri scossoni interni che avrebbero potuto destabilizzare la squadra. Invece, la Viterbese si è dimostrata superiore alle avversità e ha saputo regalare emozioni incredibili alla città. In primis gli entusiasmanti risultati di luglio e agosto in Coppa Italia sotto la gestione Lopez, come la vittoria per 4-0 ad Ascoli e la sconfitta onorevolissima al Marassi contro la Samp per 1-0. Poi, come detto, i problemi burocratici e il primo cambio in panchina, con Sottili nuovo allenatore. Con lui, probabilmente, il momento più difficile. Un inizio di campionato in ritardo e complicato per forma fisica e risultati, deludenti per gioco e punti raccolti (sconfitta per 1-0 contro il fallito Matera).

Quindi un nuovo cambio, necessario, con la scelta di Calabro al posto di Sottili. Una scelta felice, azzeccata, visto il lavoro e i risultati da lui ottenuti. Un lavoro fatto sia sulla testa, sia sul modo di giocare, passando a un 3-5-2 che ha saputo mettere in luce le migliori caratteristiche della squadra. Con il tecnico pugliese, infatti, la Viterbese ha cominciato a vincere, è entrata prepotentemente nella lotta play-off e, soprattutto, ha svolto una emozionante cavalcata nella Coppa Italia Serie C. Le soddisfazioni maggiori sono il doppio successo con il Catania, le vittorie contro Ternana, Pisa, Trapani. Un percorso in Coppa incredibile, che ha influito anche sul finale di campionato, trascurato proprio per puntare tutto sulla finale con il Monza. Scelta che ha anche comportato l’esclusione dai play-off e anche l’esonero di Calabro, il quale aveva un diverso modo di vedere la situazione rispetto alla società.

Squadra, allora, affidata a Giuseppe Rigoli. L’unico suo obiettivo era quello di ribaltare il 2-1 dell’andata e vincere la Coppa Italia ai danni del Monza. Detto fatto. La Viterbese vince 1-0 e regala alla città di Viterbo la gioia più grande degli ultimi decenni. Un trofeo prestigioso, una festa generale che è entrata nella storia gialloblù. Successo, inoltre, che ha mandato la squadra direttamente alla fase nazionale dei play-off come testa di serie. Il resto è storia recente, con l’Arezzo che passa il turno dopo la doppia sfida.

Ora, a stagione conclusa, ci sarà da programmare il futuro. La società si riunirà attorno a un tavolo per capire chi sarà l’allenatore della prossima stagione (difficilmente sarà confermato Rigoli) e quali saranno le scelte di mercato. La certezza è che l’anno concluso è stato ricco di emozioni e soddisfazioni e, specialmente, di una bellissima e storica Coppa in bacheca.

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