Un coro di no per l’impianto geotermico a Castel Giorgio. E’ guerra aperta tra il Governo e le istituzioni locali!

La tutela dell'ambiente, ma soprattutto, di un bene naturale come il lago di Bolsena non può essere minacciata da un provvedimento considerato privo basi solide e dei giusti approfondimenti

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lago di bolsena
Il lago di Bolsena. Foto di Diego Galli
Non si parla d’ altro, nella Tuscia, da ieri sera. Uno shock il via libera, ad opera del governo, alla costruzione dell’impianto geotermico a Castel Giorgio. Poche ore e un coro di no si è scatenato contro questa decisione del Consiglio dei Ministri da parte delle istituzioni locali, che – prima del controverso disco verde dell’ esecutivo – avevano già espresso con toni forti la loro posizione negativa al riguardo.

La tutela dell’ambiente, ma soprattutto, di un bene naturale come il lago di Bolsena non può essere minacciata da un provvedimento considerato privo basi solide e dei giusti approfondimenti. Il nuovo impianto – secondo chi si oppone – potrebbe deteriorare e inquinare in modo pericoloso il lago vulcanico della Tuscia. Per non dimenticare il danno che potrebbe recare alla salute degli abitanti dei centri vicini. Si parla di una manifestazione di piazza e dell’ intenzione di ricorrere al Tar, anche se quest’ultima strada richiede certamente tempi lunghi.

Il sindaco di Bolsena Paolo Dottarelli si dichiara pronto a organizzare con i cittadini il blocco della Cassia e dell’ autostrada pur di protestare ad alta voce contro la realizzazione dell’impianto, dannoso per tutti i paesi che si affacciano sul lago di Bolsena, per l’ambiente e per il turismo. Dura polemica anche contro le regioni Lazio e Umbria, accusate di “timidezza” nei confronti del percorso seguito dal governo. Reazioni analoghe da parte delle amministrazioni comunali di Montefiascone e Capodimonte, anch’ esse pronte allo scontro col governo pur di scongiurare un evento che giudicano “drammatico”.

Un no secco anche dalla provincia di Viterbo: il presidente Pietro Nocchi si dichiara al fianco della lotta annunciata dal comune di Bolsena.

“Quello che si fa chiamare ‘governo del popolo’ ieri sera è andato proprio contro di esso “, afferma il sindaco di Acquapendente Ghinassi. E il senatore Francesco Battistoni, Forza Italia, ha espresso la sua contrarietà all’impianto, sottolineandone i rischi ambientali e l’ alto tasso di pericolo che ne deriverebbe per la salute degli abitanti del lago e non solo.

Insomma, si è scatenata una “guerra” per salvaguardare il lago e la Tuscia. Per una volta praticamente tutte le istituzioni locali, di qualsiasi bandiera politica, sono unite e pronte a scendere in piazza.

 

 

 

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