Ucciso due volte: l’omicida di Alessandro Polizzi condannato con l’ergastolo e rimesso in libertà

I genitori di Alessandro Polizzi, morto nel 2013, urlano la loro disperazione per la sentenza che ha liberato il killer

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Si può uccidere una persona due volte? La risposta è sì!
Si può ammazzare una seconda volta se non si dà giustizia a chi è stato ucciso; se si lascia che l’assassino, condannato all’ergastolo, possa uscire; se non si danno risposte alla famiglia della vittima.

I genitori di Alessandro Polizzi ucciso a Perugia nel 2013, hanno dichiarato al mondo la loro disperazione, protestando davanti alla sede della Cassazione, che ha lasciato scadere i termini, rimettendo così in libertà, dopo pochi anni, l’omicida del figlio, condannato all’ergastolo dalla Corte di Assise d’Appello.

Probabilmente, nei loro panni, lo avremmo fatto anche noi!

Un killer, dopo la condanna all’ergastolo, viene rimesso in libertà. Ma che giustizia è questa?!

Riccardo Menenti era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio del ragazzo di Perugia e per quello tentato di Julia Tosti, ma è uscito dal carcere di Terni il 10 gennaio scorso, su disposizione della Corte d’Assise d’Appello di Firenze.

Ad oggi non c’è stata altra pronuncia: dopo i ricorsi in Cassazione presentati dagli avvocati, l’udienza deve essere ancora fissata. I suoi legali chiedono per lui il riconoscimento delle attenuanti generiche.

Nei giorni scorsi, i genitori e il fratello di Alessandro hanno protestato contro la scarcerazione. Il fratello Francesco ha pubblicato sui social le immagini  del cadavere di Alessandro. Il ragazzo, di soli 20 anni, giace a terra in una pozza di sangue.

La stessa foto era in mano alla famiglia, mentre manifestava ieri, davanti alla Cassazione a Roma.

«È fuori, è uscito e potrebbe tranquillamente uccidere di nuovo, potrebbe rifarlo!», ha gridato disperato Francesco Polizzi, il fratello piccolo della vittima.

Come possiamo pretendere che i giudici della Suprema Corte trovino il tempo per occuparsi anche di queste cose così importanti quando si devono occupare di molte altre?
Ma non è questa la giustizia a cui una famiglia disperata e gli italiani si affidano.

Tuttavia, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha attivato gli ispettori del ministero per accertamenti sul caso della scarcerazione, per decorrenza dei termini, di Riccardo Menenti, l’assassino di Alessandro Polizzi.

Staremo a vedere. Intanto, l’unico a pagare, è stato sicuramente un innocente: Alessandro.

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