A Civita Bagnoregio la luna, Leopardi, gli studenti di Angri

Un Festival “visionario”! Come trasmettere la passione e l’amore per la cultura e la parola

Seconda giornata del festival "La parola che non muore", nell'antichissimo borgo di Civita di Bagnoregio

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Civita di Bagnoregio“Civita di Bagnoregio è il posto in cui c’è la prova che la cultura non muore”.

Lo ha affermato ieri nel corso della seconda giornata del Festival “La parola che non muore” uno che di cultura, di comunicazione, di mass media e giornalismo se ne intende parecchio: il professor Mario Morcellini, docente universitario e Commissario AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Ma tutto il pomeriggio di ieri dimostra che la cultura che non muore può anche generare ricchezza.

Il giovane sindaco dì Bagnoregio, Luca Profili, ha ragione di essere orgoglioso dei risultati raggiunti. “Grazie alle intuizioni di Francesco Bigiotti [ per anni sindaco prima di Profili N.d.R. ] il nostro territorio è giunto in dieci anni a contare un milione di turisti. E proprio in questi giorni il presidente della Regione Zingaretti ha formalizzato alla sede parigina dell’Unesco la candidatura del nostro Comune a sito mondiale dell’Unesco.”

Francesco Bigiotti era alla sua prima uscita pubblica da Amministratore di “Casa Civita”, la società interamente controllata dal Comune di Bagnoregio chiamata a occuparsi di sviluppo del turismo e di valorizzazione del territorio.

Bigiotti ringrazia innanzi tutto il professor Massimo Arcangeli per aver voluto scegliere Civita come sede del suo Festival. “ Il Festival è un evento – dice – che nel corso delle sue cinque edizioni è diventato uno dei riferimenti culturali più importanti della nostra città.”

“Adesso- aggiunge – è il momento di puntare su un percorso di qualità del nostro sviluppo, per sostenere concretamente la nostra candidatura Unesco”.

Poco prima il sindaco Profili aveva fatto riferimento agli obiettivi di sostenibilità ambientale che Bagnoregio si prefigge: l’abbandono della plastica ( Comune plastic-free ), supporto all’uso dell’auto elettrica. Temi importanti che qualificano un territorio in termini di qualità della vita e di offerta turistico-culturale.

Nel corso della giornata si è felicemente intrecciato con il Festival il momento delle premiazioni del Primo Concorso Fotografico Nazionale Città di Bagnoregio , “All’ombra di Civita”, e dell’Instagram Contest ad esso collegato.

Più di mille scatti per il Contest, circa 600 per il concorso, suddivisi nei due temi proposti: “All’ombra di Civita” e “la Terra”. Molti i fotografi da premiare presenti in sala, moltissime le persone che a vario titolo hanno dato il loro prezioso contributo per la riuscita dell’evento. Tutto è nato per iniziativa del Centro Culturale “Corrado Mortera” e del Comitato Venerdì Santo – entrambi di Vetriolo – con il patrocinio del Comune di Bagnoregio e la collaborazione del gruppo fotografico Magazzino 120 di Viterbo e della FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. L’Instagram Contest è stato curato da FIAFers, la Community FIAF che si dedica allo sviluppo delle potenzialità espressive di Instagram.

La consigliera comunale Giuseppina Centoscudi e il professor Mario Morcellini – che ha portato il saluto di Lorenza Bonaccorsi sottosegretaria al MIBAC ( Ministero per i Beni e le Attività culturali ) – hanno consegnato i due premi internazionali “Visioni” previsti dalla giornata: a Livio Leonardi, ideatore, autore e conduttore del format Paesi che vai…Luoghi, detti, comuni in onda su RAI1; e a Carlo Degli Esposti, produttore cinematografico che ha inventato il Commissario Montalbano, la serie TV più vista di sempre, oltre a “Perlasca”, “Gino Bartali” e programmi come In Mezz’ora di Lucia Annunziata.

Il momento forse più bello è venuto quando l’ingegner Luigi De Simone – proprietario del Borgo La Commenda, dove stamani si conclude questa tre giorni di incontri, dibattiti, poesia e musica – ha raccontato la storia di un antichissimo cedro del Libano della Commenda schiantato nel 2015 da una grande tempesta di vento. Quando dopo molto lavoro e molta fatica il tronco abbattuto venne segato, il ceppo che era rimasto sotto il peso del tronco si rimise miracolosamente in piedi, malconcio e mutilato ma in piedi.

Da qui l’idea dell’ingegner De Simone e del professor Arcangeli di creare un premio, il TRONCO D’ARTISTA, da assegnare al miglior progetto che fosse in grado di reinterpretare il tronco rimasto, trasformandolo in un’opera d’arte. Oggi alla Commenda i progetti realizzati, selezionati dalla Giuria, saranno presentati per l’assegnazione del premio.

L’ingegner De Simone ha anche annunciato l’intenzione, insieme al professor Arcangeli, di lanciare a Norchia un nuovo Festival della cultura, finanziato con un intervento congiunto pubblico privato.

Poi, nella serata, protagonista assoluta del Festival è diventata la luna. Sul sagrato dell’elegante chiesa di San Donato di Civita le ragazze e i ragazzi del Liceo “Don Carlo La Mura” di Angri ( SA ), tutti rigorosamente in black, hanno interpretato il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, accompagnandolo con suggestive coreografie.

Poco prima, nella sala degli incontri e dei dibattiti di Palazzo Alemanni, il professor Mario Morcellini aveva appena terminato di recitare, quasi in punta di piedi, quella sublime preghiera laica che è L’Infinito di Leopardi, per ricordare i 200 anni dalla sua composizione e dare appuntamento all’edizione 2020 del Festival de “La parola che non muore”.

Puntuale anche l’atteso momento musicale. Il maestro Ferdinando Bastianini ( pianoforte ) e la violinista Wanda Folliero hanno reso un omaggio musicale a Stelvio Cipriani eseguendo il suo “Anonimo Veneziano” e le conosciutissime melodie delle colonne sonore di film girati a Viterbo e nella Tuscia come “I vitelloni” ( Nino Rota ) e “Uccellacci e uccellini” ( Ennio Morricone ).

Ma non è finita del tutto. Oggi il Festival si sposta alla Commenda: appuntamento alle 10,30.

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