E così crolla pure la leggenda del “Conte super-partes”: l’avvocato è grillino fino al midollo. Beppe Grillo, in versione astronauta, sceglie il Premier defenestrato per rifondare un Movimento in frantumi, il futuro è sempre più nero

Un Grillo marziano ed un avvocato riciclato per un MoVimento che va sempre più a sinistra

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In futuro sociologi e politologi si sbizzarriranno nell’analizzare quello che è stato il fenomeno politico chiamato MoVimento 5 Stelle. Ascoltando quanto detto da Beppe Grillo nella giornata di ieri, appare sempre più difficile cercare di comprendere come diavolo sia riuscito il partito da lui fondato ad accaparrarsi il 32% alle passate elezioni.

All’Hotel Forum, da buon comico, Grillo ha offerto ai fortunati presenti un vero e proprio show, presentandosi all’incontro con una sorta di casco anti-Covid in stile scafandro. Anche se, con quell’aggeggio in testa e date le ultime uscite, a noi sembrava più l’outfit di un marziano.

Sostanzialmente, dall’incontro chiesto dai big del Movimento è uscita una sola notizia: il compito di rifondare il partito, sempre più allo sbando, sarà affidato nientepopodimeno che a Giuseppe Conte. L’ex premier e soprattutto ex avvocato del popolo, ora “solo” politico improvvisato.

Colui che è stato (ahinoi) l’uomo più popolare del Paese da marzo ‘19 a gennaio ‘20, avrà il compito di ricompattare e rimodellare un soggetto politico ormai prossimo alla debacle elettorale. Data l’esperienza tragicomica, fallimentare e la deriva quasi autoritaria del suo secondo Governo, gli elettori pentastellati – non ce ne vogliano – farebbero bene a fare tutti gli scongiuri del caso. “Una sfida cruciale per il Movimento – dicono fonti vicine a Conte – una ristrutturazione integrale per trasformarlo in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050“.

Conte ed i suoi sodali sono già con la testa al 2050 ma, se queste sono le premesse, noi speriamo che il progetto naufraghi il più presto possibile. D’altro canto è stato proprio il Giuseppone Nazionale a proporsi come leader di una eventuale coalizione di centrosinistra. E, con ogni probabilità, il centrosinistra sarà la nuova casa del Movimento. Alla faccia del cambiamento, dalle parole dei contiani il programma sembra essere quello di un banale partitino moderato. Le solite frescacce sul progressismo, l’ambientalismo, le pari opportunità e l’ecologismo sfrenato. I Vaffa-Day sono ormai un vecchio ricordo, dunque. E menomale.

Tuttavia i dem, leggermente più preparati politicamente dei grillini, per il momento sembrano aver gentilmente declinato l’offerta. Consapevoli del fatto che, per il Pd, aggrapparsi ad una figura nefasta come quella di Conte significherebbe la scomparsa dalla scena politica. I pentastellati, alle prese con una crisi d’identità che va avanti da agosto 2019, sembrano invece aver invece accettato.

Insomma, quella del Movimento Cinque Stelle sarà una fine quasi indecorosa, ad appena 8 anni di distanza dall’ingresso nelle stanze del Potere, quello con la P maiuscola. E, in fin dei conti, è giusto che a celebrare i funerali del partito più trasformista della storia politica moderna sia il Premier più trasformista di questa indigesta Terza Repubblica.

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