Un milione di euro per acqua non potabile e piena di fango

Il potabilizzatore imposto dalla Regione non ha mai funzionato e nelle case dei cittadini arriva direttamente l'acqua del lago di Vico.

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Un milione di euro per acqua non potabile e piena di fango, direttamente dal Lago di Vico e sulle tavole dei ronciglionesi.

E’ senza dubbio paradossale la situazione che stanno vivendo i cittadini di Ronciglione in questi giorni, alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate dal sindaco Mario Mengoni sul suo profilo Facebook.

Le esternazioni, affidate ad un social piuttosto che ad un canale istituzionale, doveroso in caso di comunicazioni di estrema importanza, riguardano le questioni acqua pubblica, Talete e depuratore.

Il primo cittadino rende noto che gli ammistratori sono: ” assolutamente CONTRARI al passaggio del servizio idrico del nostro Comune alla Soc. TALETE. …
– l’impianto di “potabilizzazione” realizzato dalla precedente amministrazione costato più di un 1.000.000 di euro non è mai stato capace di erogare acqua potabile, in quanto non riesce ad abbattere la presenza algale.
Ovviamente il progetto prevedeva che una volta completato esso avrebbe dovuto erogare acqua potabile.
Purtroppo come tutti ben sapete questo non è mai avvenuto, tanto che l’ordinanza di non potabilità era presente prima della realizzazione del suddetto impianto, è tuttora vigente e lo rimarrà anche lunedì (oggi n.d.r) quando l’impianto verrà riattivato. Chiaramente un impianto può bloccarsi e va riparato, ma in quel lasso di tempo o si ha un impianto gemello da mettere in funzione quando il principale è non funzionante o è necessario ripristinarlo nei tempi più brevi possibili. …”

Una battaglia di principio insomma giusta e da portare avanti con impegno, se non fosse per alcune doverose precisazioni.

Il sindaco Mengoni, nello scarico di responsabilità verso la precedente amministrazione forse dimentica un piccolo particolare, ovvero che era lui il vicesindaco e quindi ovviamente al corrente delle decisioni adottate da una giunta in cui ricopriva un ruolo fondamentale.

L’impianto di depurazione imposto dalla Regione e pagato un milione di euro non ha mai funzionato e, dal momento della sua installazione ad oggi è ormai divenuto obsoleto ed inutilizzabile in un ambito di primaria importanza qual è la salute dei cittadini.

I ronciglionesi si trovano a bere acqua piena di fango, non potabile e perdipiù a costi elevati.

Un danno che, inevitabilmente si riflette anche sulle attività economiche per le quali l’acqua è necessaria: dai bar ai fornai, ai laboratori di pasta fresca e via discorrendo.

Una situazione insomma ai limiti dell’implosione, che agita, giustamente gli animi ed i commenti dei cittadini e la quale dovrebbe essere fronteggiata in maniera seria e tramite i canali più appropriati.

Un post su facebook è sicuramente inadeguato, tanto più che è stato istituito all’interno del Comune un servizio di ufficio stampa.

L presa di posizione a favore dell’acqua pubblica e l’inutilità di un impianto pagato un milione di euro non hanno forse la stessa rilevanza dell’installazione di tre softbox, notizia  diramata tempestivamente in maniera massiva a tutte le testate locali?

 

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