Una piccola guida delle parole più ricorrenti dell'anno appena trascorso e ai vizi e virtù cittadine

Un mini alfabeto, tra serio e faceto, per fotografare il 2019 di Viterbo!

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A come aeroporto. In questo ultimo scorcio del 2019, a distanza di 7 anni – nel 2012 la pietra tombale sulla voglia di volare di Viterbo – si torna a parlare della possibilità di realizzare uno scalo civile in città. Ma mentre Viterbo se la racconta Latina, come in passato, si è già mossa per ottenere il sostegno della Regione!

B come Bulicame. Cantato da Dante ora è un luogo senza più identità. La scarsa acqua della ‘callara’ è l’emblema, oramai da 5 anni, dell’incapacità di proteggere le peculiarità che potrebbero fare la fortuna, a livello economico e turistico, di Viterbo.

Bullicame

C come collegamenti. Raddoppio della Cassia, Trasversale! Alzi la mano chi non ha mai sentito questo refrain. Un tormentone che, a differenza di quelli musicali che durano un’estate, è purtroppo sempre di moda. Gettonatissimo soprattutto nelle campagne elettorali!

D come decisione. Quella che i cittadini chiedono ai propri rappresentanti politici, in tutte le istituzioni, per tutelare al meglio gli interessi di Viterbo. Da annotare tra i buoni propositi per il nuovo anno. Speriamo!

E come eccellenze. Viterbo ne vanta molte: agroalimentari, enogastronomiche, storiche, artistiche, paesaggistiche! L’augurio è che possa eccellere anche nel trasformarle in occasioni di sviluppo turistico ed economico.

F come ferrovie. Dopo gli allarmi sul rischio chiusura della Roma nord qualcosa si sta muovendo. O almeno così è stato annunciato dalla Regione! Se poi si riuscisse anche a percorrere i 90 km che ci separano da Roma in tempi più consoni al 2020… sarebbe l’apoteosi!

G come ‘guerra dei due Natali’. Per antonomasia Natale è il periodo in cui si è tutti più buoni. Quest’anno invece è stato caratterizzato da uno scontro senza esclusioni di colpi tra società organizzatrici e tra Viterbo e Sutri. E tanti auguri di un sereno Natale!

I come illuminazione pubblica. Obbligatorio essere buoni, almeno in questo periodo… e allora invece di definirla più che insufficiente diremo che si tratta di luce ‘diffusa atta a creare un’atmosfera suggestiva’. Sperando di non incappare in qualche buca poco visibile o peggio!

L come Loggia di Palazzo dei Papi. Il colonnato del più famoso e prezioso monumento di Viterbo è fortemente compromesso. Per arginare lo sfaldamento degli elementi lapidei hanno promesso risorse il governo centrale e quello regionale. 200mila euro il primo e 500mila, in due anni, la Regione. Bene, bravi, bis! Attendiamo al più presto i contributi.

M come macchina di santa Rosa. E’ il simbolo della città e il Trasporto è forse uno dei pochi momenti in cui a Viterbo semo tutti d’un sentimento!

N come natale. Questo del 2019 sarà probabilmente ricordato come quello con gli allestimenti e le luminarie più belli. Spettacolari piazza del Comune, quella del Teatro e anche piazza delle Erbe nella sua essenzialità!

O come ospedale di Belcolle. Lo potremmo definire, certo in maniera piuttosto ardita dato che difficilmente potrebbe essere considerato un’opera d’arte, la nostra Sagrada família visti i tempi biblici per il completamento! Però i ritocchini sono piuttosto frequenti e ogni volta c’è un’inaugurazione. Niente ritocchi invece alle liste d’attesa.

belcolle

P come piazze. Viterbo è costellata di piazze e piazzette, alcune libere dalle auto (almeno di giorno quando girano i vigili) altre invece invase dai veicoli. E spesso anche da sporcizia e rifiuti abbandonati. Ma quasi tutte abbellite da fontane che meriterebbero un itinerario turistico dedicato.

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R come Roma. La spada di Damocle per tutte le province laziali! Tra Roma capitale e Città metropolitana la maggior parte delle risorse per il Lazio restano nell’Urbe e i territori economicamente languono…

S come san Faustino. Anche se spesso dimenticato, quasi ripudiato visto il degrado e gli episodi ‘caldi’ con cui le varie amministrazioni lo costringono a convivere, è un quartiere del centro storico. C’è addirittura chi è pronto a giurarlo!

T come turismo. Parola ricorrente ma che in pochi, negli anni, sono riusciti a declinare in termini di sviluppo economico. Oppure T come Talete. I viterbesi stanno scoprendo che l’acqua pubblica ha quasi le stesse quotazioni dell’oro!

U come università. L’ateneo della Tuscia ha festeggiato i suoi primi 40 anni. E ha celebrato l’apertura dell’anno accademico con la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quasi in finale di questo 2019 ha anche salutato l’avvento di un nuovo magnifico rettore: Stefano Ubertini.

unitus università tuscia
Foto di Maurizio Biagiarelli

V come viterbesità. Non è mai stato chiaro quali valori comporti. Forse l’apatia, forse la vena polemica che contraddistingue tutti noi viterbesi (è il nostro sport preferito)! Chissà dove è finita la fierezza di cui abbiamo dato prova nei secoli scorsi, ai tempi dei Papi e del conclave…

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