A promuoverlo è la candidata sindaco Luisa Ciambella (Per il Bene Comune)

“Un referendum per abolire la norma regionale che condanna Viterbo a pattumiera del Lazio”

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“Insieme ad altri nove firmatari, tra cui l’avvocato Pierluigi Bianchi, abbiamo formalizzato la richiesta per un referendum abrogativo ad iniziativa popolare”.

Luisa Ciambella, candidata sindaco di ‘Per il Bene Comune’ illustra le ragioni che l’hanno portata a promuovere tale azione per tutelare Viterbo, invasa dai rifiuti dell’intero Lazio.

Abolire una parte dell’articolo che, nel Piano regionale di gestione rifiuti, in materia di Ato (ambiti territoriali ottimali ndr.) prevede che “In caso di carenza impiantistica, in attesa dell’autosufficienza di Ato, quello deficitario può utilizzare impianti presenti in altri Ato, fermo restando il principio di prossimità e per un periodo massimo di 36 mesi”.

E’ tutto in quel ‘principio di prossimità’ che si è giocata la massiccia invasione, con tonnellate di rifiuti romani e laziali, della nostra città.

Un emendamento, rimarca Luisa Ciambella, “proposto dal nostro rappresentante del territorio in Regione, da chi avrebbe dovuto difenderci e invece si è fatto promotore della svendita del territorio”.

“Un articolo di un Piano regionale, rimasto in gestazione per 8 anni e approvato ad agosto 2020, presentato quando già si sapeva che le uniche discariche in cui conferire immondizia erano quelle di Viterbo e di Civitavecchia” sottolinea.

Uno scempio ai danni del nostro territorio “che ha visto la politica locale tutta, trasversalmente, restare in silenzio”.

Per il ‘disagio’ subito Viterbo avrebbe dovuto ricevere un benefit, a partire dal primo gennaio 2022. Quindi addirittura a distanza di un anno e mezzo dal ‘danno’, ed era previsto anche un aumento di tale benefit.

“Siamo ad aprile, il rincaro del benefit è stato pagato?” domanda provocatoriamente Luisa Ciambella.

L’iter per l’ammissibilità del referendum prevede in una prima fase 500 firme – per presentare la richiesta al Comitato di garanzia statutaria – e successivamente, affinché il referendum possa regolarmente svolgersi, la raccolta di 50mila firme in sei mesi.

Nei prossimi giorni Luisa Ciambella comunicherà ai cittadini dove e come firmare.

 

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