Un ricordo di Maria Rosina Pinzi, trovata morta in via Marini il 12 gennaio scorso

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Viterbo – Aveva nel nome e nel cuore la Santa di Viterbo. Un nome e un cuore “grandi” per una donna piccola, minuta, ma con tanta dignità. Abitava in una via storica di Viterbo, via Adolfo Marini, e lì, nella sua casa, se n’è andata in silenzio, in punta di piedi: è stata trovata priva di vita dai vigili del fuoco.

“Rosina è stata una donna dal cuore immenso” ha detto don Luca Scuderi venerdì mattina ai funerali, che si sono svolti alla chiesa della Sacra Famiglia, salutando per l’ultima volta Maria Rosina Pinzi, scomparsa il 12 gennaio scorso all’età di 83 anni.
La vita di Rosina è stata caratterizzata da altruismo, semplicità, umiltà e purezza d’animo.
Era molto conosciuta, Rosina, perchè vendeva fiori davanti al cimitero. Prendeva 500 euro di pensione, Rosina, e ne pagava 400 d’affitto, dopo aver lavorato una vita. Pregava Santa Rosa e Santa Rita, Rosina, e ora l’hanno certamente accolta in Cielo. La sua dolcezza era anche nello sguardo, nel modo di parlare, nel suo vivere l’età matura con dignità.
Anche suor Francesca Pizzaia ha voluto esserle accanto nel giorno dell’ultimo saluto, per ricordarla e pregare per lei.

Quanti anziani ci sono nelle sue stesse condizioni, costretti a fare tanti sacrifici con una pensione minima. È triste quando arrivano le bollette da pagare e i soldi non bastano mai; aspettare quei buoni pasto che servono per mangiare e tardano. È stata dura anche per Rosina.

Hanno officiato il rito funebre Don Luca e il parroco della Chiesa della SS. Trinità. Erano presenti i cugini della donna e molte amiche.

Patrizia, una delle sue amiche ha scritto questa lettera di addio:

“Cara Rosina,
piccola Rosina dal cuore immenso. Ci siamo conosciute cinque anni fa, ma da subito è stato come averti avuto da sempre nella mia vita.
Il tuo sorriso, la tua dolcezza, la tua dignità, il tuo altruismo, la tua disponibilità, la tua umiltà e la tua purezza d’animo, avvolgevano il tuo sempre elegante corpicino, come i petali di una rosa avvolgono lo stelo; sì perché tu sei stata un piccolo e profumato fiore nella mia vita. Infatti, purtroppo o forse per destino, ci siamo conosciute nel momento più buio della mia vita, quando avevo appena perso i miei genitori.
Nel mio piccolo, poter fare qualcosa per te come facevo per loro, mi ha scaldato il cuore dal gelo che la loro perdita mi aveva causato.
Sei stata un raggio di sole con il tuo affetto spassionato e i tuoi consigli. Mi ascoltavi e mi capivi perché eri figlia unica anche tu come me, ma meno fortunata, perché i tuoi genitori erano venuti a mancare quando eri ancora piccola, e la tua cara zia si era sostituita a loro, insieme alla preghiera che mi dicevi faceva parte delle tue giornate.
La tua devozione per Santa Rosa, Santa Rita e la Chiesa tutta sono state il tuo faro di vita. Tutta Viterbo ti conosce e credo che rimarrai nei loro cuori, indelebile come nel mio.
La Rosina del chiosco dei fiori al Cimitero di San Lazzaro, tutti ti ricordano così.
Una volta mi hai portato con te alla tomba dei tuoi genitori, ricordo che ci tenevi molto che avessero tutto sistemato e un fiorellino fresco sempre. Lo facevi anche per gli altri tuoi parenti e per lavoro, con dedizione e puntualità. Mentre eravamo lì mi hai guardato e, con il tuo tenero sorriso, quasi timidamente hai detto: “Ora che sai dove sarò, verrai a portarmi un fiore?”.
Oggi ti dico: “Certo Rosina cara verrò con tutto il mio affetto!”.
Ogni volta che mi salutavi, sia al telefono che di persona, dicevi sempre: “Mi raccomando se ti serve qualcosa chiamami non fare complimenti…”
Ora ti dico: “Sì mi serve , mi serve la dolce e tenera Rosina, mi mancherai tantissimo…”.
Te ne sei andata da sola, in punta di piedi e questo mi fa ancora più male, spero che tu ti sia addormentata senza soffrire, pregando come facevi tutte le sere.
Cara Rosina, riposa in pace, ora sei un angelo bellissimo.
Con immenso affetto e gratitudine
Patrizia”.

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