Un tocco di poesia durante l’insediamento di Joe Biden

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La cerimonia di insediamento del nuovo presidente americano Joe Biden si è vestita di musica e poesia. La poesia è quella di Amanda Gorman, che usa il linguaggio universale dei versi per entrare nel cuore degli americani. S’intitola The Hill We Climb ed è stata appositamente composta per l’occasione: è un invito – ma anche una speranza – che il Paese, che appare diviso e scosso ancora dai recenti scontri, si riconcili e prosegua versa la strada di “a more perfect union”, un’unione più compiuta.

L’ex presidente Barack Obama ha scritto su Twitter che la poesia risponde perfettamente al momento difficile che gli Stati Uniti stanno attualmente vivendo, in cui vacillano anche le certezze.

«Quello a cui aspiro – ha dichiarato la poetessa- è usare le mie parole per suggerire una strada che unifichi il paese e che lo aiuti a guarire. Cerco di farlo in un modo che non cancelli o neghi le aspre verità con cui, penso, l’America debba fare i conti.

Amanda Gorman era stata contattata dal comitato incaricato di organizzare la cerimonia. Il suo nome era stato suggerito da Jill Biden, la moglie del neopresidente americano, che era rimasta colpita dalla lettura che la ragazza aveva fatto della sua poesia In This Place: An American Lyric alla Biblioteca del Congresso, nel 2017.

La poetessa, nel suo vivace cappotto giallo, è salita a Capitol Hill e ha accompagnato il giuramento di Biden con una sua lirica.
Ha commosso l’America, che nella «ragazzina magra, cresciuta da una mamma single», ha visto un’erede di Martin Luther King.

«We’ve seen a force that would shatter our nation rather than share it,
Would destroy our country if it meant delaying democracy.
And this effort very nearly succeeded.
But while democracy can be periodically delayed,
It can never be permanently defeated.»

«Abbiamo visto una forza che vorrebbe frantumare la nostra nazione anziché armonizzarla
che potrebbe distruggere il nostro paese sospendendo la democrazia.
E ci è quasi riuscita
Ma se la democrazia può essere periodicamente rimandata
non può essere sconfitta per sempre».

«And yet the dawn is ours before we knew it.
Somehow, we do it.
Somehow, we’ve weathered and witnessed
A nation that isn’t broken, but simply unfinished»

«Eppure l’alba è nostra prima di accorgercene
In qualche modo, ce la faremo
In qualche modo siamo rimasti in piedi e abbiamo assistito
a una nazione che non è spezzata, ma semplicemente non conclusa».

Gorman termina con un augurio di speranza:

«For there is always light,
if only we’re brave enough to see it.
If only we’re brave enough to be it.»

«Perché c’è sempre luce
se siamo abbastanza coraggiosi da vederla
se siamo abbastanza coraggiosi da incarnarla».

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