Fu proprio il padre del nostro Marco Tullio Barboni, E.B. Clucher, a scoprirlo

Una mostra in omaggio all’indimenticabile Bud! Grande attore, uomo generoso, azzurro del nuoto

La mostra è stata allestita nella prestigiosa Sala Dorica dello splendido Palazzo Reale

bud spencer

In questi giorni Napoli sta rendendo omaggio a uno dei suoi cittadini più illustri ed amati. Nella Sala Dorica dello splendido Palazzo Reale che si affaccia su Piazza del Plebiscito è stata, infatti, allestita una mostra multimediale che celebra Carlo Pedersoli, meglio noto al pubblico di mezzo mondo come Bud Spencer.

Chi, come noi, ha avuto il privilegio di conoscerlo, di lavorare con lui e di essergli amico non ha potuto che accogliere con grande favore un’iniziativa del genere: doveroso tributo ad un uomo che ha saputo esportare nel mondo l’immagine migliore non solo di Napoli ma di tutto il Paese. Lo ha fatto come campione sportivo prima e come attore di successo poi ma, soprattutto, lo ha fatto rimanendo sempre fedele sé stesso, senza cioè mai subordinare la sua natura al ruolo e quindi senza mai perdere la giocosità, la voglia di sperimentare, l’entusiasmo, la naturalezza.

Se è certamente vero che il successo di Carlo è stato favorito da una fisionomia che sarebbe riduttivo definire fuori dal comune, è altrettanto certo che senza le caratteristiche cui abbiamo accennato quel successo non avrebbe travalicato così tanti confini e non sarebbe durato così a lungo. La simpatia non sarebbe stata sufficiente se non fosse stata supportata da un empatia che ha qualcosa di magico se è vero come è vero che a identificarsi con lui e a volergli essere amici sono stati uomini e donne, bambini e persone mature, tedeschi e francesi, sudamericani e scandinavi, a conferma di una capacità rara di comunicare valori universali e di riuscire a farlo con una leggerezza direttamente proporzionale alla sua mole.

“Nessuno è più dritto di un napoletano dritto e nessuno è più fesso di un napoletano fesso” diceva Luciano De Crescenzo, grande napoletano e grande amico di Carlo. Parafrasandolo, aggiungerei, nell’occasione: nessuno è più protagonista di un napoletano protagonista, per la straordinaria proclività di Pedersoli/Spencer a primeggiare, come lo stesso De Crescenzo del resto, in qualsiasi ambito si sia cimentato e di essere riuscito a farlo sempre col giusto distacco, fedele alla sua personalissima filosofia, sintetizzata dal titolo di una sua canzone: “Futtetenne”.

bud
Marco Tullio Barboni con il Maestro Franco Micalizzi e le figlie di Bud Spuncer Diamante e Cristiana

La mostra di Palazzo Reale è stata allestita con grande gusto e intelligenza e,anche grazie alla dovizia dei supporti audiovisivi, non smette, lungo tutto il suo percorso, di appagare curiosità e di risvegliare ricordi, di interessare e di divertire. Si parte da fotografie tratte dagli album di famiglia che ritraggono Carlo bambino e adolescente; si procede nelle sale dedicate al Pedersoli sportivo, olimpionico e pluripremiato e si giunge infine all’ampio
segmento riservato alla lunga carriera d’attore, ricco di costumi, di oggetti di scena, di riconoscimenti conseguiti ma soprattutto di schermi sui quali scorrono le immagini delle sue interpretazioni più celebri, spesso accompagnate dalle note di canzoni da lui stesso
scritte e interpretate.

Credo che Carlo non avrebbe potuto essere più contento di una tanto esplicita dimostrazione di affetto. Della sua famiglia, della sua città e del suo pubblico.
Charlie Chaplin sosteneva che “un giorno senza un sorriso è un giorno perso”: un rischio che davvero non si corre concedendosi un giorno a Napoli per visitare la mostra dedicata a Bud.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui