La candidata sindaco Chiara Frontini ha illustrato le linee guida di un patto con il mondo del terzo settore

“Una progettazione universale per una città inclusiva, da cui nessuno è escluso”

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Un patto con l’articolato mondo del sociale.

La candidata sindaco di Viterbo Venti Venti Chiara Frontini lo ha illustrato stamani alla gremita platea, molte le persone in piedi, che ha affollato la sala conferenze delle Terme dei Papi.

“Siamo qui per raccontare le idee che abbiamo per Viterbo e, soprattutto, per ascoltarvi” ha esordito.

Focus su povertà, disabilità, dipendenze, integrazione per “presentare le linee guida della nostra idea di città in un’ottica di inclusività a 360° gradi, fin dalla fase di progettazione”.

Un obiettivo strategico da raggiungere con “pianificazione, concretezza, visione comune e spirito di squadra” spiega la candidata per un’idea di sociale “che è un modello di governo, non soltanto un settore comunale”.

E in cui il lavorare insieme ha una doppia valenza: la collaborazione tra amministrazione e parti sociali ma anche la sinergia tra i diversi assessorati.

Obiettivo che Chiara Frontini esplica tramite una pianificazione sviluppata su impegni di metodo e di merito.

Una sorta di decalogo delle azioni “che siamo in grado di poter mantenere, che sono realizzabili”.

Tra gli impegni di metodo, oltre a una co-progettazione permanente e piano di zona partecipato: il bilancio sociale come “strumento di trasparenza per raccontare come vengono spesi i soldi”; la riforma della Consulta del Volontariato “con il presidente eletto dalle associazioni del Terzo settore, non più nominato dal consiglio comunale” e l’istituzione di un ufficio che sia di supporto, in partenariato con l’amministrazione, per l’accesso ai fondi Ue dedicati al sociale.

“Perché i fondi comunitari arrivano se i progetti sono validi e ben fatti, – sottolinea – non è vero che vengono se si è inseriti nella filiera istituzionale. Svincoliamoci dalla mentalità che ci porta a essere più sudditi che cittadini”.

Il progetto “Nessuno escluso” oltre alla gestione punta anche allo sviluppo sociale.

Partendo dall’autonomia dell’abitare e lavorativa per il ‘Durante e dopo di noi’. Poi ‘Viterbo non spreca’ con la realizzazione di una Rete solidale circolare per una maggiore sinergia tra gli attori già in campo, tipo l’Emporio solidale, e la grande distribuzione.

‘Sos dipendenze’: “Occorre squarciare il velo di ipocrisia, Viterbo – rimarca Chiara Frontini – occupa la 95esima posizione su 107 province per reati connessi agli stupefacenti e la 100esima per vittime di incidenti stradali. In città c’è un grave problema di droga, alcol e gioco d’azzardo. Bisogna lavorare sulla prevenzione ambientale e universale”.

Gli altri esempi di priorità riguardano l’intergenerazionalità: con spazi polivalenti per l’invecchiamento attivo in cui promuovere corsi di educazione finanziaria e digitale e la cura dell’ambiente e con l’implementazione dell’offerta per l’asilo nido comunale, passato in pochi anni da 200 a 20 iscritti.

Nel modello di governo, proposto dalla candidata Frontini, anche i centri benessere di quartiere, da ubicare al Carmine, a Santa Barbara e a Grotte Santo Stefano, per promuovere l’integrazione tra sociale e sanità.

“Con questo modello, con questo metodo – conclude Chiara Frontini – riteniamo di essere in grado di risolvere situazioni stagnanti da anni”.

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