Riceviamo e pubblichiamo

Una “Rosa” per… Norma Cossetto!

Anche la Tuscia ricorderà il sacrificio della giovane studentessa istriana, Medaglia d’Oro al Merito Civile

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La manifestazione “Una rosa per Norma Cossetto”, giunta alla seconda edizione, quest’anno si svolgerà in 130 città italiane ed estere. Anche nella Tuscia verrà ricordato il martirio della giovane studentessa istriana, sequestrata, orribilmente seviziata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi nel 1943.

Il programma per il viterbese prevede quattro celebrazioni:

Sabato 4 ottobre 2020, a Tarquinia, alle 9.45, in viale Luigi Dasti, Monumento ai Caduti; a Monte Romano, alle 10.30, Monumento ai Caduti; a Viterbo, alle 12, Monumento di piazza Martiri delle Foibe Istriane (valle Faul).

Lunedì 5 ottobre 2020, ore 16.30, a Castel Sant’Elia, Largo Caduti delle Foibe.

L’iniziativa è stata ideata dal Comitato 10 Febbraio, in particolare da due dirigenti del sodalizio: il viterbese Cavaliere Ufficiale Maurizio Federici e il giornalista tarquiniese Silvano Olmi.

“Deporremo una rosa davanti a ciascun monumento – dichiara Maurizio Federici, presidente del C10F di Viterbo – e leggeremo un documento che riassume il martirio che la studentessa istriana dovette subire in nome della sua italianità.

Nonostante l’emergenza corona virus, la manifestazione anche quest’anno ha riscosso una grande partecipazione – prosegue Federici – hanno aderito oltre 120 città, tra le quali spiccano le principali italiane e tra quelle estere New YorkWashington e Belfast”.

La manifestazione – prosegue Federici – quest’anno assume un maggiore significato, perché celebriamo anche il centenario della nascita di Norma Cossetto, la cui vita venne spezzata alla giovane età di 23 anni. Invitiamo a partecipare cittadini, autorità e associazioni d’Arma.”

Norma Cossetto nasce il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada (oggi Labinci) in Istria. Nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova dove vive come studentessa fuorisede. È riconosciuta da tutti come ragazza sportiva, allegra e molto portata con le lingue – parla francese e tedesco – suona il pianoforte, gioca a basket e tira con l’arco. L’attaccamento all’Istria la porta a ottenere una tesi dal titolo “L’Istria rossa” che prende il titolo dal caratteristico colore rossastro che la bauxite dà alla terra istriana. Dopo l’8 settembre del 1943 il padre di Norma, Giuseppe, diviene uno dei principali obiettivi dei partigiani che, non trovandolo, si accaniscono contro la sua famiglia. Norma è condotta nella caserma di Visignano e, dopo il suo rifiuto di aderire al Movimento Popolare di Liberazione, è violentata e gettata forse ancora viva nella foiba di Villa Surani, nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.

Nel 2005 viene insignita dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, della medaglia d’oro al merito civile alla memoria.

 

Comitato 10 Febbraio – Viterbo

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