Un anno particolare... ma neanche il patogeno potrà distruggere la tradizione!

Una Santa Rosa diversa, il Covid avrà fermato la tradizione… ma non la speranza!

Il Covid-19 avrà pure - momentaneamente - cancellato il "Trasporto", ma non potrà mai eliminare la storia, la tradizione e sopratutto... la speranza!

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Foto: Federico Bottarelli

Tre giorni di festa… tre giorni strani. Era il 1984 quando nella città dei Papi si organizzarono due “Trasporti della Macchina di Santa Rosa” – di cui uno straordinario – che animarono il capoluogo di Provincia viterbese. Già l’anno della visita di San Giovanni Paolo II quando sul balcone di Palazzo dei Priori si sbagliò dicendo “Viva Santa Rita”, un anno “magico” per i viterbesi.

Purtroppo questo invece sarà particolare. L’ultimo anno della sfilata del “Corteo Storico” fu due anni fa mentre lo scorso anno – a causa del diluvio – venne fatta solo la processione da Palazzo Papale fino alla Basilica della Patrona cittadina.

Quest’anno invece un piccolo – anzi stra microscopico – patogeno ha mandato in tilt tutto il mondo conosciuto cancellando eventi, modificando la vita delle persone… la società. Una minaccia invisibile che come il Re degli Unni Attila passa radendo al suolo tutto quello che si conosceva, tradizioni comprese. Ogni anno dal 1° settembre non c’era spazio per parcheggiare, i cittadini tornavano dal mare per le mini-macchine e per il corteo aspettando il meraviglioso trasporto della Macchina.

Invece non è così. Strade percorse normalmente, persone in giro con la mascherina – almeno si spera – e niente clima di festa. Ma in verità non tutto si è fermato: continuano le messe religiose in onore della Santa e per di più nel pomeriggio di oggi sarà celebrata da Don Lino Fumagalli – Vescovo di Viterbo – la messa per i “boccioli” e le “suorine” del corteo insieme alle Confraternite.

Quest’anno è andato così e sicuramente nel prossimo vedremo il corteo sfilare e la Macchina partire e vista da migliaia di persone. Il Covid-19 avrà pure – momentaneamente – cancellato il “Trasporto”, ma non potrà mai eliminare la storia, la tradizione e sopratutto… la speranza!

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