La nuova teoria che definisce i canoni dei classici “roba vecchia”. Un vero e proprio “rogo di libri” ma senza bruciarli. La storia e la letteratura del passato sono testimonianza diretta del vissuto e maestra di vita che non possono essere cancellate

Una scuola americana abolisce lo studio dell’Odissea: “Omero razzista”

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In America, una scuola nel Massachusetts “Lawrence High School” abolisce lo studio dell’Odissea perché definisce l’opera razzista e non sufficientemente “politically correct” per i nuovi standard del progressismo.

#DisruptTexts è lo slogan della nuova teoria che definisce i canoni dei classici “roba vecchia” e dannosa per i ragazzi, fino a ritenere i grandi classici della letteratura – come l’Odissea – “immondizia” da buttare. A prendere parte della cancel culture ci sono gli attivisti della sinistra liberale, tra cui molti insegnanti e burocrati scolastici.

Insomma, un vero e proprio “rogo di libri” ma senza dargli fuoco.

Mettere in discussione una grande opera come l’Odissea è intollerabile, dato che è considerata come tra i due massimi poemi epici della letteratura greca. Nonostante i tempi siano cambiati, la letteratura del passato non si può e non si deve cancellare.

 

Alla base del nuovo movimento si trova l’idea che “il razzismo, il sessismo, l’antisemitismo e altre forme di odio sono la norma in questi testi scritti ed è per questo che non vanno insegnati agli alunni”. Nessuno può mettere in dubbio che nel poema si trovano alcune forme di odio, ma le vicende – essendosi svolte anni e anni fa – avevano uno sviluppo diverso e gli alunni sanno benissimo che ai giorni d’oggi i problemi vengono risolti con altri modi, grazie all’educazione delle loro figure primarie come la scuola e i genitori.

L’Odissea – se letta attentamente – insegna a perdersi per ritrovarsi, amare alla follia. Insegna che dopo una sconfitta può esserci la più raggiante delle nostre vittorie, a leggersi dentro con onestà e lucidità. E’ un viaggio interiore completo e psicologico. Gli insegnamenti etici-morali che possiamo trarre dallo scritto sono innumerevoli.

Un insegnante di Seattle, ha affermato che “avrebbe preferito morire piuttosto che insegnare la lettera scarlatta”.

Affermano di esser contrari alla censura ma nel concreto è quel che fanno. Si invoca la proibizione di ogni capolavoro letterario non conforme sul genere e razza, come Platone, Aristotele, Dante e Shakespeare.

L’università di Oxford, ha reso facoltativi lo studio dei due grandi poemi di Omero e dell’Eneide di Virgilio poiché secondo i loro standard “pongono scrittori e pensatori bianchi eurocentrici al di sopra degli altri senza molta preoccupazione”, introducendo un corso obbligatorio sulla storia africana, mediorientale, asiatica e indiana.

Dopotutto, sembra aver ragione il poeta Alessandro Manzoni: “Non sempre ciò che viene dopo è progresso”. La storia e la letteratura del passato sono testimonianza del vissuto e maestra di vita che non possono essere cancellate.

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