Una “zappa”… contro i vandalismi!

La bella torre è stata oggetto di investimenti seri nel 1996 quando si provvide a dotarla di una scala interna in ferro, un tetto di copertura e ampie vetrate di protezione in cima. Una spesa che se ricordiamo bene si aggirò intorno a oltre 600 milioni di lire

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I vetri della Torre distrutti dai vandali

Una nostra lettrice che ha visto l’articolo uscito ieri sulla necropoli di Castel d’Asso, ci aveva segnalato lo stato di abbandono della Torre di avvistamento che sta sopra alla verde vallata. Questa mattina ci siamo recati sul posto e, ancora una volta, possiamo raccontare solo gli atti vandalici che hanno distrutto, tutto quello che si poteva vandalizzare. Siccome la Torre è abbandonata, nessuno va a visitarla e allora l’erba copre abbondante tutti i sentieri, e il rischio di incontri spiacevoli è serio.

Il panorama della necropoli etrusca

La bella torre è stata oggetto di investimenti seri nel 1996 quando si provvide a dotarla di una scala interna in ferro, un tetto di copertura e ampie vetrate di protezione in cima. Una spesa che se ricordiamo bene si aggirò intorno a oltre 600 milioni di lire.

Successivamente l’Amministrazione Provinciale spese 30.000 euro per dotarla (interno ed esterno) di un impianto di illuminazione e cartelli esplicativi del monumento. Oggi la resistenza agli atti vandalici, è stata opposta solo dalla struttura in ferro che ospita le scale per salire in cima, e dal tetto che offre ricovero nelle giornate di pioggia. Tutto il resto non c’è più. Anche l’impianto di illuminazione è stato distrutto. La pedata dei gradini, realizzata in lastre di peperino alto circa 5 centimetri, in alcuni punti è stata divelta e scaraventata a terra facendola finire in più pezzi.

La torre di avvistamento

Dall’alto della torre si gode un panorama stupendo della valle dove sorge la necropoli. La strada che conduce alla torre è ombreggiata da tanti alberi di Bagolaro detto anche “Spaccasassi” perché ama i terreni sassosi, e cresce spontaneo nei nostri boschi. Sulla strada del ritorno abbiamo incontrato un agricoltore del posto, che condivideva tutto il nostro disappunto sulla stato della torre. “I cartelli esplicativi li abbiamo trovati in fondo al fosso.” Mi diceva sconsolato. “Sono tutti giovani che non sanno cosa fare e si divertono a rompere e a fare prove di forza.” “Ci vorrebbe di mettergli in mano una bella zappa – ho soggiunto io – forse avrebbero meno voglia di sprecare energie per fare danni!”

Ingresso della Torre
La Torre
Una visione dal basso

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