Il neo segretario federale dei Giovani Democratici Boscheri chiarisce: "L'Università è un'eccellenza, ma va valorizzata e coinvolta maggiormente nella realtà comunitaria di Viterbo"

Università, Parroccini su Boscheri: “La politica non deve attaccare l’ateneo, ma sostenerlo”

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parroccini boscheri
Francesco Boscheri (a sx) e Marco Parroccini (a dx)

In seguito alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale nei giorni scorsi da parte di Francesco Boscheri, neo eletto segretario della federazione provinciale dei Giovani Democratici di Viterbo, si è generata un’accesa discussione sul tema dell’Università della Tuscia, che Boscheri aveva definito “poco attraente” per gli studenti, più propensi ad avvicinarsi agli atenei romani.

Il neo segretario proprio oggi ha voluto riportare alcune precisazioni sul discorso, che, a sua detta, “si soffermava più che altro su quella che è la necessità, a nostro parere, di costruire un rapporto virtuoso tra la città e l’Università. Il pensiero che mi premeva evidenziare – continua – è che per quanto l’Università della Tuscia sia un’eccellenza in molti campi, e questo l’ho riconosciuto nel mio intervento, purtroppo però l’eccellenza da sola non è tutto”.

Uno dei temi principali della riflessione di Boscheri riguarda proprio il rapporto tra Università e territorio. “Dispiace che una risorsa così importante non venga valorizzata quanto dovrebbe – spiega – ad oggi l’Università della Tuscia appare come un’istituzione che difficilmente entra in relazione con quella che è la comunità più ampia che vive la città di Viterbo. Penso agli esempi di altri piccoli e grandi atenei che sono in grado di contribuire al dibattito pubblico, alla vita culturale e artistica dei luoghi di cui fanno parte. A Viterbo l’Università appare sempre come un qualcosa di nascosto, ritirato, che ci capiti dentro e ti accorgi che esiste, ma al di fuori si trovano pochi momenti di incontro”.

“Ci sono tantissime eccellenze all’interno dell’Università, professori splendidi che fanno lavori riconosciuti a livello internazionale e studenti che portano avanti progetti di ricerca interessantissimi – chiarisce Boscheri – però bisogna anche saper guardare a chi non frequenta quell’università, ma che la ritrova sul territorio e che magari potrebbe trarre giovamento dal fatto che quest’ultima venisse coinvolta nell’ambiente più ampio”.

Sulle responsabilità connesse al fenomeno, il segretario precisa che “non mi piace trovare colpe, ma mi piacerebbe pensare alle soluzioni. Sicuramente ci vuole un rapporto differente con l’amministrazione – aggiunge – che nel tempo non ha mai saputo valorizzare particolarmente l’Università di Viterbo, però non credo in chi costruisce polemica in maniera fine a sé stessa: esiste un problema strutturale che riguarda diversi ambiti di rapporto tra Università e città, non si può pensare di dire che la colpa è di qualcuno, mi immagino solo un modello diverso”.

“Comprendo che più di qualcuno si sia sentito offeso se si prova a spronare il dibattito pubblico, ma penso che nel tempo sia proprio quest’ultimo ad essere mancato e che invece può fare bene a tutti. L’Università è un bene pubblico che appartiene ai cittadini, che hanno il diritto di partecipare al dibattito sull’utilità di quell’istituzione nel territorio – prosegue Boscheri – credo sia importante che i cittadini prendano coscienza del proprio ruolo”.

Riguardo alle critiche mosse al suo intervento sulla “scarsa appetibilità” dell’ateneo viterbese, il neo segretario ribadisce di aver provato a “dare voce anche a chi non sente l’Università come una risorsa particolarmente valorizzata nel territorio. Ci sono molti ragazzi – aggiunge – che non si sentono attratti e che avrebbero un rapporto diverso se si valorizzassero le eccellenze dell’Ente, che invece oggi appare come lasciato lì, da solo, a combattere con una miriade di difficoltà in una competizione impari con i grandi atenei di Roma. Il mio ragionamento voleva vertere su: qual è l’idea di sviluppo che noi immaginiamo per il nostro territorio?”.

“Perché l’Università – conclude Boscheri – non può essere solo qualcosa che fruisce un servizio, ma un luogo in cui le persone entrano in relazione e contribuiscono al progresso del sapere, qualcosa di magico. Qualcuno mi ha criticato dicendo ‘che ne vuoi sapere tu della Tuscia’, io penso di avere un ruolo di rappresentanza e di parlare anche da parte di chi chiede di più, anche frequentandola. Non è piacevole quando si pensa che il dibattito pubblico debba girare intorno alla legittimità di chi può parlare o meno di un certo ambiente, il tema non è dire quanto è ‘brava’ o ‘bella’ l’Università, perché anche se non fosse un’eccellenza comunque meriterebbe di essere valorizzata, c’è ben altro”.

Il segretario internazionale di Forza Italia Giovani, Marco Parroccini, a seguito delle prime dichiarazioni di Boscheri sull’ateneo viterbese, ha commentato che “quando leggo di un ragazzo che fa delle critiche all’Università mi viene da ridere, è una delle migliori cose che abbiamo e parlarne male è assurdo. Se si vuole però aprire un dibattito politico – afferma Parrocini – ovviamente sono il primo a voler generare un confronto su cosa la politica possa o non possa fare per l’Università. Dietro la formazione c’è un mondo di integrazione tra aziende, territorio, ricerca e lavoro, ma non si attacca l’Università perché non si ha nient’altro da dire”.

“Non si può affermare che non ci sia sinergia tra Università e territorio – prosegue Parroccini – dato che la Tuscia rientra tra le prime cinque in Europa che danno più lavoro ai laureati magistrali nella propria regione, esattamente l’opposto di quanto affermato da Boscheri. Poi, se la questione deve essere come l’Università della Tuscia può fare cose migliori, io sono il primo che può fare un elenco – chiarisce – un esempio pratico è quello di Civita Castellana, l’unico vero distretto industriale della provincia di Viterbo, e l’università non ha una sede lì. Questa è una follia – spiega il segretario internazionale di FI Giovani – perché in tutti gli atenei del mondo che si rispettino l’università genera sinergia con le aziende creando dei luoghi di incontro nel distretto industriale. Per questo mi auguro che venga aperta una sede a Civita Castellana con qualche facoltà che possa sostenere l’innovazione industriale, è questo il mondo da qui a 30 anni”.

Tornando alle problematiche sollevate dal segretario federale dei Giovani Democratici, Parroccini aggiunge: “Magari l’ateneo non è molto pubblicizzato, possiamo parlarne, ma questo non significa che non abbia rapporti col territorio, perché è esattamente il contrario. Come segretario internazionale del movimento giovanile di Forza Italia, negli anni è stato normale per me vedere cosa accade fuori dal nostro Paese e, detto sinceramente, non ho mai visto eccellenze superiori così tanto alle nostre o alla Tuscia, ho soltanto visto università che hanno intrapreso la sfida della digitalizzazione dieci anni prima di noi, mentre qui non abbiamo neanche la fibra ottica che arriva in tutti i paesi della provincia”.

“Se quindi – aggiunge – il tentativo di attaccare l’Università di Viterbo era un modo per attaccare indirettamente anche l’amministrazione comunale, la prossima volta ci pensino meglio e trovino argomenti più consoni senza passare dall’Università, che gode di indipendenza e la politica non deve attaccarla, ma sostenerla”.

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