Università, ritorno in aula a settembre. Ma non per tutti

Il ministro dell'Università Gaetano Manfredi vuole ripartire con la giusta flessibilità

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L’emergenza Covid19 ha creato non poche difficoltà a professori e studenti, costringendoli a imparare in breve tempo i vari metodi per svolgere la didattica a distanza, competenza non scontata soprattutto per i professori più anziani. Il futuro, nonostante vari esponenti della politica sull’istruzione si siano espressi in maniera ottimistica, è tutt’altro che certo.

L’obiettivo (e per ora rimane tale) è tornare in aula a settembre mantenendo una certa flessibilità, tentando talvolta di integrare la didattica a distanza per evitare l’assembramento nelle classi. Come probabilmente accadrà per la scuola, dunque, ci saranno delle alternanze tra gli studenti, ma, come assicura il ministro dell’università Gaetano Manfredi, nessuno verrà lasciato indietro, e in questa affermazione viene fatto riferimento agli studenti fuori-sede e a quelli stranieri; è possibile che, per queste due categorie, la didattica a distanza possa essere mantenuta, anche con la ripartenza delle lezioni frontali.

Poco di certo, quindi, sebbene nel mentre gli studenti si siano già espressi sull’esperienza online: attraverso i dati diffusi da un sondaggio svolto da Ipsos-Federica Weblearning (centro di ateneo per il distance learning della Federico II di Napoli) è venuto fuori che quasi 2 studenti su 3 hanno apprezzato le nuove tipologie di lezioni, pur non volendo abbandonare del tutto la didattica frontale, richiesta dagli stessi in modo alternato a quella online.

La ri-organizzazione delle aule non considererà il plexiglass, come sostenuto dallo stesso ministro; piuttosto potrebbero essere allungati gli orari di lezione e adoperate più aule, e tuttavia verrà visionato il primo periodo di “didattica mista” per decidere, in un tempo quanto più breve sia possibile, se proseguire frontalmente o tornare online.

Ci saranno sussidi economici agli studenti più in difficoltà: con un ISEE fino a 20mila euro le tasse universitarie saranno eliminate, mentre tra 20 e 30mila ci saranno riduzioni importanti. Inoltre, sottolinea sempre il ministro Manfredi, verrà incrementato il fondo per le borse di studio, oltre a essere stanziato un budget per diminuire il fenomeno del “digital divide“.

Intanto ci sono atenei che hanno deciso di ripartire individualmente in tutto e per tutto, come quello di Siena, da settembre, assicurando di mantenere la dovuta sicurezza sanitaria. Altri, invece, come La Sapienza di Roma, l’Università di Catania e l’Università di Palermo, hanno perfino già iniziato a svolgere esami e sedute di laurea in presenza.

 

 

 

 

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