Uno Statuto può ‘piegarsi’ alla volontà di pochi? Al Consorzio Etruria meridionale sembra di sì

109

La maggioranza decide.

Un assunto che è alla base del sistema democratico.

Ma è proprio sul numero dei componenti la maggioranza che si crea il corto circuito al Consorzio Etruria meridionale e Sabina.

Secondo lo Statuto originario quando i membri del consiglio sono inferiori ai due terzi decade e si va a nuove elezioni. Questa la regola ma…

Circa due mesi fa con le dimissioni di 6 eletti – della lista ‘Agricoltori Riuniti’- su 13 consiglieri si è venuta a verificare proprio tale fattispecie.

Per evitare la non legittimità di azioni amministrative intraprese nel periodo si sarebbe dovuto convocare l’assemblea consortile per indire nuove consultazioni elettorali.

Niente di tutto ciò, anzi.

I sette consiglieri rimasti, tutti esponenti della lista ‘La Bonifica’ e pertanto non rappresentativi di tutte le diverse sensibilità del mondo agricolo, cercano di vanificare la norma proponendo una modifica statutaria.

Una variazione che riguarda proprio cosa si intende per maggioranza assoluta.

Essendo rimasti in carica 7 consiglieri su 13, secondo il ragionamento della proposta, dovrebbero essere validati come maggioranza assoluta.

Una sorta di quorum del 50% + 1 che andrebbe a eliminare quello che attualmente costituisce un ostacolo normativo al prosieguo dell’attuale ‘governo’ consortile.

Modifica che richiesta in corsa, e fortemente sostenuta dall’Anbi – Associazione nazionale espressione di Coldiretti, a cui fanno riferimento gli eletti de ‘La Bonifica’, che rappresenta e tutela gli interessi dei Consorzi di bonifica – ha il sapore dell’escamotage e che, se fosse approvata, sarebbe una dimostrazione lampante di come un atto ufficiale possa essere ‘addomesticato’ alla volontà di pochi e agli interessi di parte.

Con buona pace della democrazia e di libere elezioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui