Vacanze intelligenti? Facciamo un tuffo nel lago di Bolsena e nella storia

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Lago di Bolsena

Amate le vacanze intelligenti? La Tuscia può regalarvi itinerari magnifici e nello stesso tempo straordinari incontri ravvicinati con la storia, come il lago di Bolsena e le sue isole.

In grande ripresa, quest’anno, il turismo lacustre nei borghi intorno al lago di Bolsena, ricchi di bellezze paesaggistiche, di storia, di tradizioni e di cultura.

Tuffiamoci allora, oltre che nelle fresche acque del lago, nella storia.

Affascinante è il personaggio di Amalasunta, la figlia di Teodorico il grande, che nacque a Ravenna intorno al 495; nel 515 sposò il nobile visigoto Eutarico. Si tratta con tutta probabilità di un matrimonio d’interesse combinato dal padre Teodorico.

Dal matrimonio di Amalasunta nacquero i figli Atalarico e Matasunta. Nel giro di pochi anni però morirono prima il marito Eutarico (522) e poi il padre, il re Teodorico il grande (526); conseguentemente il figlio Atalarico fu incoronato re degli ostrogoti ma, avendo questi appena 9 anni, Amalasunta fu la vera reggente del regno ostrogoto d’Italia. Gli storici Procopio di Cesarea e Flavio Cassiodoro concordano nel descrivere Amalasunta come donna colta e amante dalla cultura romana, che parlava latino e greco.

Amalasunta diede al figlio Atalarico un’educazione conforme alla tradizione romana e ricercò una politica di buoni rapporti tra goti, romani e bizantini. Questa vicinanza alla tradizione romana le valse però l’inimicizia dei nobili di ortodossia gotica che riuscirono a sottrarle il figlio re per destinarlo ad un’educazione di tradizione gotica; ne conseguì una spietata lotta di potere con assassini e nuove alleanze; fu in quel periodo che Amalasunta strinse alleanza con l’imperatore dell’Impero Romano d’Oriente, Giustiniano I, probabilmente ignorando che Giustiniano era in trattative anche con i nobili Goti suoi avversari. In questo quadro di precarietà politica, nel 534 intervenne un fatto nuovo: la morte del figlio Atalarico, già da tempo malato; questo evento trasformò Amalasunta da “reggente” a regina a tutti gli effetti del regno ostrogoto d’Italia.

In questa nuova veste Amalasunta tentò un’abile manovra politica: chiamò accanto a sé il cugino Teodato, nipote di Teodorico e titolare del grande ducato di Tuscia (la Tuscia di allora comprendeva il viterbese e quasi l’intera Toscana), coniugando i rapporti di sangue col fatto che Teodato era gradito tanto alla nobiltà gota che all’imperatore Giustiniano (aveva persino un posto nel senato bizantino).

Non sono chiari i motivi della caduta in disgrazia di Amalasunta ma è evidente che gli equilibri geopolitici faticosamente intessuti non bastarono a salvarla dalle lotte per il potere: la regina gotica venne confinata nell’isola martana del lago di Bolsena e, nel 30 aprile del 535, fatta strangolare da sicari; forse incaricati dallo stesso Teodato.

L’assassinio di Amalasunta determinò però la rottura dell’intero sistema geopolitico globale e scatenò la lunga “guerra gotica” (535-553) fra ostrogoti e bizantini che provocò grandi rovine in Italia e la rovina del regno ostrogoto d’Italia; intanto però un nuovo potente attore globale era in arrivo dal nord: i longobardi.

Se vi capita di andare dalle parti del lago di Bolsena, ricordatevi della regina Amalasunta.

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