Vaccinazioni a scuola: nessun bambino respinto negli asili di Vetralla

E’ scaduto ieri il tempo utile per allinearsi al dl Lorenzin che ha portato da 4 a 10 il numero di vaccinazioni obbligatorie.

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E’ scaduto ieri il tempo utile per allinearsi alla Legge Lorenzin del 2017 che ha portato da 4 a 10 il numero di vaccinazioni obbligatorie in Italia per infanzia e adolescenza. I bambini che non sono stati sottoposti al percorso vaccinale imposto non possono entrare nelle aule degli asili nidi mentre, per le altre scuole, è prevista solo una sanzione pecuniaria.

La situazione nei nostri Comuni appare sotto controllo. La dirigenza dell’ASL di Viterbo già a settembre ha informato le istruttrici degli asili pubblici e i proprietari di quelli privati sulla necessità di allegare alla domanda d’iscrizione un’autocertificazione che attestasse i vaccini sostenuti oppure la volontà del genitore di impegnarsi a iniziare l’iter vaccinale. Federica Conti (titolare dell’asilo nido-ludoteca a Cura di Vetralla “Mammaportamilà”) assicura che nessun bambino è stato respinto oggi dalle aule, dato confermato anche dalla coordinatrice dell’asilo comunale di Vetralla Agnese Marconi.

Ricordiamo: i vaccini obbligatori sono tutti gratis! L’obiettivo del provvedimento è contrastare il calo delle vaccinazioni che ha determinato una copertura inferiore al 95%, quella soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire la cosiddetta ”immunità di gregge”, cioè il fenomeno per cui è possibile proteggere indirettamente anche chi non può essere vaccinato. I bambini immunodepressi – più degli altri – hanno infatti diritto alla preservazione della propria incolumità e in questo senso il controllo delle autorità sanitarie nazionali deve essere deciso e “sensibile”. Non può mancare la collaborazione degli operatori che tempestivamente sono chiamati a comunicare – per non incorrere in sanzioni penali – i dati degli iscritti per un controllo incrociato tra database. Dagli ultimissimi dati sappiamo che la criticità della soglia è stata superata ma il governo sta lavorando a una nuova legge, una normativa-quadro basata sui dati epidemiologici del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. “I dati sono migliorati per i nuovi nati, ma il dl Lorenzin non può incidere sui giovani adulti vulnerabili, quelli fuori dall’età scolastica; questa è la critica principale a quella legge: aver puntato tutto e solo sull’obbligo sperando che bastasse” la ministra Giulia Grillo (intervistata ieri da Repubblica) assicura che il nuovo provvedimento non sarà “un atto di urgenza”. Sull’epidemia di morbillo in atto sono da garantire invece misure obbligatorie ferree portando avanti nello stesso tempo un’azione di sensibilizzazione dei cittadini circa la propria salute e quella dei soggetti più a rischio come anziani e bambini.

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