Vaccini, arriva la matematica in nostro soccorso: quando finiremo? Ecco il calcolo!

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Come sempre, per non parlare a vanvera ma ragionare su fatti scientificamente appurabili, si è deciso di procedere in un calcolo futuro con il sussidio della matematica; cercheremo in questo articolo di dare un’idea, anche minima, di quello che realmente ci aspetta, nonostante le vuote parole che i nostri politici ripetono da ormai più di un anno.

Al 13 marzo 2021 (dato che risale alle ore 14:00) sono state vaccinate con 2 dosi, in Italia, 1.922.072 persone; con una sola dose, invece, 4.508.194. In pratica la percentuale della popolazione attualmente “salva” è il 3,22%. Ovviamente se non contiamo l’arrivo di eventuali varianti resistenti al virus. In particolare nel nostro Lazio le dosi somministrate sono state 692mila, il che pone la regione al secondo posto in Italia dopo la Lombardia.

Il calcolo però che vogliamo sottoporre alla gentile attenzione dei lettori, eseguito in automatico in base al ritmo di vaccinazioni giorno per giorno e in base alle disponibilità, è questo:

Bisogna somministrare 84.342.495 dosi per vaccinare il 70% della popolazione italiana (2 dosi per persona vaccinata). L’ultima media mobile a 7 giorni di dosi somministrate ogni giorno in Italia è di 175.967. A questo ritmo ci vorranno 1 anno, 2 mesi e 14 giorni per coprire il 70% della popolazione. L’obiettivo del governo verrebbe raggiunto il giorno 5 maggio 2022.

Si potrebbe scommettere che questa previsione vada ben oltre le aspettative della maggior parte gli italiani, i quali, in base a vari sondaggi, credono di poter essere liberi già nell’estate ventura. Ora, dunque, sarà lecito chiedersi se sia possibile anticipare il tutto: la risposta è sì!

Tutto dipenderà dagli accordi siglati dall’Unione Europea per ulteriori vaccini; dobbiamo tener conto che Pfizer darà sempre una precedenza netta alla nazione di produzione (gli Stati Uniti) e che dunque bisognerebbe puntare anche su altre iper-forze produttive come la Russia e la Cina. Tuttavia, per ora, le istituzioni di controllo non sembrano aprire definitivamente all’arrivo di questi. E’ arrivato negli ultimi giorni il Johnson&Johnson, ma non basta. Per anticipare i tempi occorre di più, occorrono lo Sputnik e il cinese.

Staremo a vedere come si evolverà la situazione nelle prossime settimane e, in caso di miglioramento delle prospettive, procederemo a nuovi calcoli.

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