Vaccini Covid: Il punto della situazione del mese di Giugno

Al livello globale il mese di Giugno sarà il punto di svolta per dare, in modo definitivo, una bella spallata al virus.

513
Vaccini nel mondo Giugno

Giugno 2021: il mese dello slancio verso il mondo post Covid. Ma non per tutti.

Partiamo dall’Italia. Dopo una fase iniziale singhiozzante, una volta raggiunta la media di 500 mila somministrazioni giornaliere (fine aprile), la campagna vaccinale ha subito un’accelerazione decisa e decisiva. Con l’arrivo previsto di 20 milioni di dosi, il Commissario all’emergenza Figliuolo, punta a dare una “spallata” decisiva al Covid. Da ieri ogni Regione ha la possibilità di aprire le vaccinazioni a qualunque fascia di età.

È tempo di grandi proclami negli Stati Uniti. Joe Biden ha annunciato che il mese di Giugno sarà il “mese nazionale di azione”, con l’obiettivo di raggiungere il traguardio prefissato entro il 4 Luglio: 70% della popolazione adulta con almeno una dose iniettata (ad oggi il livello è al 63%). Anche l’Unione Europea sta raggiungendo tutte le tappe prefissate nei tempi giusti. Mercoledì 2 Giugno, mentre in Italia eravamo indaffarati con i festeggiamenti, l’UE ha superato le 250 milioni di somministrazioni, con 80 milioni di persone che hanno portato a termine l’intero ciclo vaccinale.

Vaccino? Cosa per ricchi.

Nel resto del mondo, nei paesi meno sviluppati, le vaccinazioni sono pressoché nulle. L’Oms ha lanciato l’iniziativa (a collaborazione pubblico-privata) Covax, un programma per garantire l’accesso ai vaccini anche alle nazioni più povere. Proprio il 2 Giugno, diversi Paesi e donatori privati si sono impegnati a donare 2,4 miliardi di dollari, permettendo così al progetto di raggiungere una dotazione complessiva di capitale pari a 9,6 miliardi.

Ma nella realtà non è che stia riscuotendo un grande successo. L’obiettivo era chiaro e ambizioso: 237 milioni di dosi in 142 paesi entro la fine di Maggio. Maggio è passato da un pezzo e le dosi distribuite sono state appena 78 milioni a soli 129 Paesi. Il motivo del fallimento (almeno di questa fase iniziale) sarebbe da ricercare nella situazione critica del primo paese produttore di vaccini, l’India, il quale ha rallentato l’offerta mondiale del farmaco.

Una parte del mondo, casualmente quella più povera, rimarrà quindi senza vaccini. Il ritardo accumulato nelle consegne è incolmabile e ancora una volta hanno vinto i ricchi. Basta un solo dato: il 70% delle dosi, al livello mondiale, sono state somministrate in soli 10 paesi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui