Vaccini e senso di responsabilità

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A voi lettori, ogni settimana dedico storie vere di uomini e donne anche relative a fatti di cronaca attuali.

Oggi voglio raccontarvi una mia storia personale, e poi capirete il perché. Tengo a precisare che non intendo fare polemica di nessun genere, ne riferimenti partitici o politici.
Ho una figlia con una patologia particolare dall’età di 19 anni (ora ne ha 43) che è insegnante di educazione fisica, ma ancora precaria. Nel mese di marzo scorso la scuola invitò gli insegnanti a fare il vaccino. Per patologia mia figlia poteva essere esentata, ma lei discutendone con me disse “ mamma io lo voglio fare questo vaccino per due motivi. Primo perché ritengo che sia un mio dovere verso i ragazzi che seguo, secondo non voglio essere relegata ad un posto secondario, sono precaria ed amo il mio lavoro”
Ovviamente a marzo fece la prima dose di vaccino AstraZeneca con richiamo a giugno.
Data la polemica che era esplosa su quel vaccino, il suo medico la sconsigliò di fare la seconda dose.
Lei non si scoraggiò, anzi scherzando mi disse: “ mamma, io credo nella scienza, e sono certa che non sarò proprio io, quella a cui succederà qualcosa si grave” . Si fece quindi la seconda dose che però venne sostituita dal Pfaizer. In buona sostanza fece tutte e due le qualità .
Non nascondo di essere stata orgogliosa di mia figlia, che sia per senso civico, sia perché adorava il suo lavoro e i suoi ragazzi, non aveva esitato a rischiare.
Come capirete, sono una persona abituata al confronto e quindi parlando con molte persone, relativamente al vaccino, alcune cose mi hanno fatto veramente sorridere. Un signore mi ha risposto: “ non faccio il vaccino perché nel “bugiardino “ ( foglietto di spiegazione allegato ai farmaci), non c’è la dicitura che spiega trattasi di un vaccino”. Onestamente non ci potevo credere. Ogni farmaco che noi assumiamo, contiene il famoso “bugiardino “ e se prima di assumerlo, lo si legge attentamente, non si prenderebbe più.
Lo scorso anno quando eravamo in piena pandemia, tutti invocavamo il vaccino, ma per qualcuno evidentemente non sono state sufficienti le migliaia di bare che abbiamo visto sfilare, genitori deceduti senza l’ultima carezza, soli e abbandonati, per applaudire alla scoperta del vaccino e a mettersi in fila.
Concludo affermando, sempre mio pensiero personale, che chi svolge un lavoro che senza essere vaccinati, potrebbe nuocere alle persone con cui sta a contatto, il soggetto deve essere allontanato, o “ democraticamente “ obbligato.

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