Vaccini, la Polizia Penitenziaria di Viterbo: “Chiediamo di sapere quando toccherà a noi”

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Correre sui vaccini per fermare l’avanzata del virus nel minor tempo possibile e garantire un graduale ritorno alla normalità: questo l’obiettivo prefissato dal Governo italiano, che sta però incontrando non poche difficoltà.

Dai ritardi sulle consegne delle dosi da parte delle case produttrici ai problemi legati all’organizzazione delle somministrazioni, portare a casa il traguardo si sta rivelando più complicato del previsto.

Infatti nel Viterbese questa settimana è iniziata la somministrazione dei vaccini per docenti, personale scolastico e le forze dell’ordine, mentre il personale del Carcere di Mammagialla, nel capoluogo, sta ancora aspettando di capire quando toccherà a loro.

“Ad oggi la Polizia Penitenziaria non è stata vaccinata né sa nulla a riguardo, – commenta Felice Maffettone, Segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria Si.N.A.P.Pe. di Viterbo – voglio smentire il fatto che tutte le forze dell’ordine siano state immunizzate, perché noi non abbiamo ricevuto alcun tipo di informazione precisa riguardo tempi di inizio e modalità della campagna vaccinale – a parte una richiesta d’adesione tempo fa che non ha avuto alcun seguito – e per questo intendiamo sollecitare le autorità locali competenti a renderle note quanto prima”.

“La Polizia Penitenziaria risulta esclusa, come se fosse l’ultima in ordine di importanza – aggiunge Antonio Muzi, del Sindacato Polizia Penitenziaria Si.P.Pe. – inoltre va considerata anche la delicata situazione delle carceri, acuita ancora di più dall’emergenza sanitaria in corso”.

“Per tali motivi il personale di Polizia Penitenziaria chiede a gran voce di sapere cosa succederà e quando la vaccinazione sarà infine estesa anche a loro”, concludono Maffettone e Muzi.

 

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